Archivi per il mese di: novembre, 2013

Ho preparato un bollito misto qualche giorno fa, in una giornata particolarmente piovosa e umida. La serata andava scaldata e il bollito è il piatto ideale, un vero e proprio comfort food.

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gran bollito

A Riccardo non lo avevo mai proposto e così, un bel pomeriggio, mi son messa a prepararlo.

Ho conficcato qualche chiodo di garofano dentro a una cipolla bianca, precedentemente sbucciata, ho sbucciato due belle carote e pulito un bel gambo di sedano, tagliandolo in due. Li ho messi in una capace pentola di acqua, ho aggiunto uno spicchio di aglio in camicia, qualche grano di pepe, una foglia di alloro piccola, una bacca di ginepro, due steli di prezzemolo fresco e di rosmarino, legati tra loro.

Ho messo sul fuoco coprendo con un coperchio e aspettato che l’acqua bollisse. A quel punto ho aggiunto la polpa di manzo( cappello del prete) e ho coperto con il coperchio, lasciando sobbollire a fuoco vivace per i primi 15 minuti. Ho aggiunto l’osso buco e ho continuato la cottura. Dopo un’ora ho aggiunto il pezzo di gallina e ho continuato la cottura per mezz’ora. Ho schiumato il brodo con un mestolo forato, man mano che il grasso e la schiumetta affioravano a galla. La cottura dipende dalla grandezza dei pezzi di carne che usate, sono pronti quando son belli teneri. Ho salato verso fine cottura, con una manciata di sale integrale.

Nel mentre ho preparato una maionese con un uovo,  insaporendola con paprica e uno spicchio d’aglio spremuto. Ho anche fatto una salsa verde frullando il prezzemolo con poco peperoncino, due acciughe, un po’ di mollica di pane ammollata nell’aceto, sale, pepe e olio quanto basta.

Ho servito il tutto con le salse, tenendo in caldo la carne, inumidendola con un po’ di brodo.

Non avevo un cotechino, se no lo avrei cotto a parte e unito alla preparazione finale, accompagnandolo a qualche patata bollita( che con le salse sta benissimo).

In abbinamento suggerisco una buona barbera vivace o una buona bonarda.

Si tratta di un piatto genuino, che costa poco e dà tanta soddisfazione. Buon appetito!

Ho usato il brodo  per un buon risotto 🙂

P.S. è stato bello farsi aiutare nella preparazione della maionese da Riccardo, che così ha appreso quanto sia calorica questa salsa e perché. Un vero trauma!!!

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Mi hanno regalato l’ultimo libro di Saviano, Zero Zero Zero, edito da Mondadori.untitled

L’ho letto con interesse, dopo Gomorra Saviano ha confermato la sua bravura di giornalista d’inchiesta.

E’ un libro  che spiega la genesi del mercato della cocaina e ha il pregio di far capire la portata di questo mondo parallelo che smuove denaro e regala potere a chi ne detiene il predominio.

E’ un mondo che non conosco, non avendone mai fatto uso, e ho capito che si tratta di un problema diffuso, molto più di quanto si pensi. Mi spaventa il fatto che il potere che deriva dal mercato di questa droga sia inimmaginabile, tanto che quando Saviano parla di cifre, non riesco nemmeno a quantificarle.

La parte che mi è piaciuta meno è quella storica, che spiega la genesi dei cartelli della droga in Sudamerica e Messico, ma è una parte necessaria al libro. Il fatto che parli di una contemporaneità lontana dalla mia, in un altro continente, l’ha resa più ostica, ma comunque interessante.

Ammiro Saviano per la sua onestà, per la capacità di essersi dedicato a una causa che gli sta togliendo vita privata e libertà. Lo fa per rendere più liberi noi, per spiegare i meccanismi nascosti di una società corrotta e schiava del denaro.

Ho capito che la cocaina è denaro vero e proprio e vale molto di più di qualsiasi valuta, perché come dice lui, sei ricco quando pesi il denaro, non quando lo conti. Ciò che arricchisce, togliendo vita e libertà alle persone, è il male, un male che si presenta in maniera innocua, illudendo chi ne fa uso di non essere il veleno che è in realtà: veleno per le persone, veleno per i paesi e le nazioni, che subiscono lo smercio di questa droga pagandolo con vite umane.

Vi consiglio caldamente di leggerlo, per aprire gli occhi e capire qualcosa in più dei meccanismi sommersi che muovono la nostra società.


Mi sento come la mia  connessione internet: sconnessa a scatti, a volte ci sono e a volte salto, perdo la 031linea e non riesco a riconnettermi. Come con Telecom, non so trovare una soluzione al problema e le chiamate cadono nel vuoto del centro assistenza; chissà qual è poi, il mio centro assistenza.

Domande mie e domande altrui cui non so dare una risposta si affollano una sull’altra. Non trovo soluzioni, non ho idee, non ho davvero la più pallida idea di quello che posso fare.

Inizio a essere stufa di tutte queste domande, perché non posso fare altro che prenderne atto.

Non è un bel momento per avere problemi, non  è il momento giusto per non avere più piani b.

Mi muovo giorno dopo giorno, con lo sguardo perso. Perso nel cielo, in questi giorni senza nuvole, o perso nel grigio e nella pioggia, con il freddo che ti fa sentire che manca sempre qualcosa.

A volte quel che vedo intorno a me dà speranza: amici che formano famiglie, nonostante la crisi e il lavoro che manca, amici che partono in cerca di fortuna e amici che restano lottando per un posto di lavoro che c’è, ma ancora per poco, amici che sorridono alla vita nonostante le loro prospettive siano avvolte nella nebbia più fitta. Poi ci  sono momenti in cui non posso far finta di non vedere i problemi, le facce tristi, la disperazione, la recriminazione, l’ignoranza, l’apatia e l’incapacità di reagire alla rovina, la perdita di dignità e, più di tutto, l’indifferenza.

L’indifferenza è ciò che ci sta portando verso il baratro.

Credo che il mio sentirmi sconnessa sia strettamente legato al mio smarrimento. Mi sento smarrita e non ho idea di dove mi trovi. Come quando ti perdi in un bosco troppo fitto per trovare punti di riferimento, inizi a vagare nella vana speranza che un colpo di fortuna ti riporti sul sentiero smarrito.

Ho sempre vissuto senza avere paura degli imprevisti, ho sempre reagito con forza alle intemperie della vita, ma ora è diverso. Non dipende tutto da me. Non posso più contare solo su me stessa, se l’ambiente in cui sono inserita non è più terreno fertile su cui seminare. Non posso risolvere sempre tutto da sola, come pensavo di fare. Vanno accettati anche i nostri limiti, quel che non accetto però sono i limiti che la società malata e corrotta in cui vivo mi impone. Penso che i tempi siano maturi per una protesta ragionata che solo la mia generazione può fare, perché è quella più colpita. I più giovani sono ancora più smarriti di noi e devono ancora maturare un po’ di orgoglio per reagire, ma per noi il momento è giusto.

Io non pretendo soluzioni ai miei problemi, pretendo la possibilità di poterli risolvere, con i miei mezzi e la buona volontà, che fino a pochi anni fa erano sufficienti per superare ogni tempesta e imprevisto della vita. Io pretendo dignità per tutti coloro che sono bisognosi, che nonostante il loro impegno non ce la fanno, pretendo rispetto per tutti, perché lo smarrimento è comune e ognuno reagisce a modo suo.

La speranza è un bene inalienabile e ce la stanno togliendo, a poco a poco. E’ un mio diritto cui non posso e non voglio rinunciare. La speranza è di tutti e bisogna lottare con le unghie e con i denti per non perderla. La speranza è la vita stessa che guarda al futuro, che si proietta in un orizzonte lontano e sconosciuto.  Lasciatemi almeno la speranza, che se mi sono sconnessa, troverò il modo di connettermi, da qualche parte, in qualche modo.


Ecco una cenetta da proporre agli amici golosi e mangioni, saporita e gustosa.

La stessa cena può essere proposta togliendo la parte carnivora, diventando un’ottima variante vegetariana 😀

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CROSTINO 😀

CROSTINO CON ROBIOLA E RADICCHIO

Prendere un panino al latte, dividerlo in due e tagliarlo a metà. Far tostare i 4 pezzi di pane in forno e poi spalmarli di robiola fresca. Aggiungere del radicchio tagliato fino, condito olio, sale e balsamico( meglio condirlo un quarto d’ora prima, perché si insaporisca). Completare con un fettina di salame milano sopra. Volendo si può macinare del pepe nero sulla robiola prima di condirla con il radicchio.

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gnammy!

INSALATONA AUTUNNALE

Avevo in freezer dei fagiolini dell’orto  già sbollentati. Li ho passati in padella con un pizzico di sale e olio evo. Ho tagliato fine fine il radicchio e l’ho messo in una ciotola. Poi ho aggiunto del formaggio di capra stagionato a cubetti piccoli, un wurstel sbollentato e tagliato a pezzetti, una manciata di semi di chia e i fagiolini intiepiditi. Ho condito con una salsa ottenuta mescolando un cucchiaio di senape, olio, pepe e un goccio di aceto di mele.

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la goduria 😀

PATATE E TOMINO ALLA PIASTRA

Piatto per veri golosoni. Ho avvolto nella coppa piacentina( quello avevo nel frigo) i tomini e li messi da parte. Ho tagliato a cubetti piccoli e regolari le patate. Ho versato dell’olio evo in una padella antiaderente e ho messo uno spicchio di aglio in camicia. Ho scaldato l’olio e ho aggiunto le patate, mescolando bene. Ho cotto con il coperchio per i primi 10-15 minuti, poi l’ho tolto e ho saltato le patatine fino a che si sono dorate, formando una bella crosticina. Ho salato e portato a cottura. Nel mentre ho scaldato un padellino antiaderente e vi ho adagiato i tomini. In pochi minuti si sono ammorbiditi e la coppa si  cotta bene. Ho servito subito, per gustarmi la cremina dei tomini 😀

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piatto di legno gentilmente fornito da Riccardino Fuffolo

Se qualcuno avesse ancora voglia di golosità, potete servire il formaggio di capra rimasto con confettura di fichi e composta di mele e pere alla cannella.

Vino abbinato:- Nus Creme della Crota di Vegneron.

-per chi ama la birra: Super Baladin o una buona birra scura

-Grappa alle pere alla fine, per digerire!!!! 😀


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risotto: avrò mai la pentola professionale?? Babbo Natale, aiutami tuuuuu!!

Quando faccio il risotto, sono sempre molto concentrata. Riccardino Fuffolo lo sa bene: quando si mangia il risotto, non sono ammessi ritardi! Guai a dire arrivo alle 8 e poi tardare. Si scatena la bestia che è in me. Ormai, visto che non mi fido, aspetto che arrivi e poi comincio, tanto in 18 minuti è cotto, quindi vale la pena aspettare.

Per il risotto uso riso  Carnaroli e Arborio, ho provato anche la tipologia Sant’Andrea, ma mi soddisfa di meno.

Ecco le mie ultime creazioni. 🙂

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risotto zucca e funghi

RISOTTO ZUCCA E FUNGHI.

Avevo nel frigo un bel pezzo di zucca mantovana passata al vapore, gli ultimi funghi della stagione( donne e porcini), un po’ di brodo di carne avanzato e quindi cosa vuoi fare, quando hai del buon brodo a disposizione? Un bel risotto!

Per le dosi di riso,  io uso una tazzina da caffè a testa, più uno per la pentola( come il tè, perché c’è sempre qualcuno che vuole la dose abbondante; sarebbero circa 60 grammi a testa).

Ho soffritto a fiamma bassa in un bel pezzo di burro e un goccio di olio  uno scalogno tritato con pochi aghi di rosmarino. Ho poi aggiunto il riso e fatto tostare fino a che il riso è diventato trasparente. A questo punto ho sfumato con mezzo bicchiere di vino bianco abbondante, ho usato l’avanzo di erbaluce della sera prima. Quando il vino è evaporato bene, ho aggiunto la zucca che avevo schiacciato prima con una forchetta, mescolando bene. A questo punto ho aggiunto i gambi dei funghi e poi ho bagnato con il brodo.

Ho portato a cottura, aggiungendo brodo quando necessario e regolando di sale e di pepe. A pochi minuti dalla fine della cottura, ho aggiunto le cappelle dei funghi tagliate a tocchetti. Ho aggiunto anche della caciotta tagliata a pezzettini e ho portato a cottura.  A seconda del riso ci vanno dai 18 ai 20 minuti. Io lo amo al dente, quindi sto molto attenta alla fine cottura.  Alla fine ho mantecato con una bella noce di burro e una manciata piccola di parmigiano, per non coprire troppo i funghi.

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risotto caprino, zola e nocciole

RISOTTO CAPRINO, ZOLA E NOCCIOLE

Ho soffritto in burro e un goccio di olio mezza cipolla bianca piccola e una foglia di salvia tritata. Ho aggiunto il riso e ho fatto tostare bene. Ho sfumato con mezzo bicchiere di vino bianco e poi ho coperto con il brodo. Ho portato a cottura, aggiustando di sale, senza esagerare. Verso la fine ho aggiunto il formaggio di capra tagliato a tocchetti( aveva una mezza stagionatura), mescolando bene. Quando mancava un minuto ho aggiunto un bel tocchetto di gorgonzola, facendolo sciogliere bene. Alla fine ho mantecato con un cucchiaino di burro e ho lasciato riposare un minuto o poco più. Ho servito il riso con un battutto di nocciole tostate in padella, cui ho aggiunto a padella spenta del pepe nero macinato al momento e un filo di olio di nocciole.

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