Archivi per il mese di: settembre, 2013

Durante uno dei miei sabati di lavoro torinesi, ho organizzato un aperitivo con Riccardo e Giuliana, in quel del quadrilatero torinese.

Amo Torino e mi piace girarla durante le sere d’estate e, nonostante lo abbia fatto raramente negli ultimi anni, ci torno sempre volentieri.

Siamo andati all’Hafa Cafè, dopo tanto tempo. Sarà per l’ambiente, sarà perché sa di esotico, ma mi piace sempre tornarci.

http://www.hafacafe.it/il-locale/

I cocktails sono tutti ottimi e rivisitati in chiave speziata e le pietanze che portano in accompagnamento, in un grande vassoio marocchino, rendono tutto molto coreografico.

Mi piace molto piluccare salsine, hummus, cous cous, taboulè, olive piccanti, polpettine.

Una serata allegra, seduta intorno ai loro tavolini bassi, con il sole ormai tramontato e una Torino vacanziera, ancora deserta, tanto che ho trovato subito posto per l’auto e con la ztl gratuita!!! 😀

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Amo questa città, spero sia la prima di una lunga serie di serate con i miei fidi compagni.

I cocktail provati sono stati un mojito allo zenzero e cardamomo, un cocktail con blue curacao e vodka divino, un rum cooler speziato niente male. Un modo diverso di bere i soliti cocktail, che vale la pena provare.1186092_503703293031944_574971620_n 1185934_503702949698645_1242700180_n 1185099_503703116365295_1351616322_n 1173781_503703209698619_1289384025_n 1001926_503703416365265_1385853523_n

Vi consiglio di visitare questo locale, che all’interno ha anche un negozio di tradizione artigianale marocchina, se amate gli oggetti particolari e orientaleggianti.

Io mi porterei a casa tutto il negozio, ma essendo un’estate low cost, mi sono limitata a guardare le vetrine e a gustarmi il mio buon mojito!

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A luglio si è tenuta la fiera dell’Alpàa a Varallo. Ci vado da quando sono ragazzina e consiglio a tutti vivamente di farci un salto. Dura due settimane, ci sono tantissimi concerti gratuiti di cantanti italiani, le bancarelle sono interessanti( si trova sempre qualcosa da comprare) e, infine, si mangia bene in un sacco di posticini carini!004

Ci si va in moto, per tradizione e perché parcheggiare l’auto è una tragedia, data la folla di persone che la popola ogni anno.

Quest’anno siamo andati in un tardo pomeriggio, la prima domenica, e ci siamo bevuti due birre favolose al Muntisel, un baretto arroccato su un pendio, vicino alla funicolare. Tranquillo, lontano dalla bolgia, alla fine ci siam pure mangiati un bel paninozzo con la salamella che non fa mai male, nonostante la calura estiva.

😀

Camminando per le viuzze abbiamo poi scoperto una piazzetta presidio di slow food, in cui si trovava un gelataio vero, serio, di quello con le vaschette di metallo chiuse. Abbiamo gustato un gelato veramente buono e sano, fatto con ingredienti naturali e pure la mia pancia maledetta ha ringraziato.

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😛

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dal Muntisel

Vi consiglio vivamente di farci un giro, non solo per i concerti gratuiti, ma anche per provare la cucina tipica valsesiana, che fa della cucina robusta di montagna il proprio simbolo. Miacce farcite, polente con formaggi, salsicce, spezzatini di selvaggina, salumi e formaggi gustosi,  senza contare tutti i piatti tipici delle sagre di paese che non puoi non mangiare almeno una volta all’anno. 935075_491737327561874_1206190875_n 1002121_488729297862677_1519010196_n 1002127_491737730895167_1088862939_n

Notevole la presenza di birrifici artigianali, aziende vinicole, piccoli produttori caseari della zona, ma anche da tutta l’Italia, produttori di salumi, banchi di pasta fresca, gli immancabili banchetti di frittelle, ma anche uno stand di focaccia genovese e un ristorantino di pesce ambulante. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

La seconda volta ci siamo andate con due nostre care amiche e ci siamo fatti una bella mangiata di polenta,salsiccia e funghi, polenta e stinco, patatine, hamburger e wurstel.

Una bella passeggiata per le viuzze del paese, con i balconi pieni di fiori, il ciottolato ordinato, le botteghe aperte fino a tardi, ci ha aiutato a digerire la cena.

Troverete dei negozietti curati, con vetrine bel allestite, un sacco di oggetti curiosi e divertenti.

Un paese che si anima e vive la festa con chi vi partecipa, con cortesia e gentilezza.

Andateci, noi ci torniamo ogni anno e il divertimento è assicurato. 😀

http://www.alpaa.org/


L’estate è un periodo in cui scrivo poco, ma leggo tanto.

Nella mia breve incursione genovese, ho trovato quelle fantastiche bancarelle che vendono libri scontatissimi lungomare.

Così, tra corso Italia e Nervi, mi sono portata a casa tre bei libri da leggere.

Riccardo mi ha regalato un simpatico libro sui cocktails, che sono la mia ultima mania. Stufa di berli in giro fatti male, ho iniziato a pensare di farmeli. Pian piano mi regalerò tutti gli strumenti e poi vedremo di che pasta sono fatta. 😀

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letture estive

Un pomeriggio che minacciava tempesta, invece, ho trovato una bancarella che vendeva delle vere chicche. Ho dovuto far forza a me stessa per non dilapidare tutti i miei risparmi e ho comprato due libri della collana SE.

Il primo, “La mia vita”di Marc Chagall, è stato un acquisto dovuto. Amo  le sue opere e volevo capire chi ci fosse dietro, la personalità dell’artista. Consiglio a tutti di leggere questi saggi, perché se amate l’arte, vi aiutano a comprendere meglio le motivazioni e le scelte degli artisti che hanno fatto la storia dell’arte.

Cito: “ Dove andiamo? Cos’è mai questa epoca, che canta inni all’arte tecnica, che divinizza il formalismo?

Che la nostra follia sia la benvenuta!

Un bagno espiatorio. Una rivoluzione di fondo, non soltanto di superficie.

Non chiamatemi lunatico! Al contrario, sono realista. Amo la terra.”

La tensione di Chagall prende vita dalle sue parole, vi comunica tutto il suo fervore e il suo realismo. Nell’introduzione si parla di “mistero comprensibile” e sono pienamente d’accordo: dalla sua casupola a Vitebsk alle soffitte di Parigi, Chagall ci illustra un mondo diviso tra sogno e realtà, un paradiso dell’aldiqua dove felicità e malinconia si alternano in un valzer senza fine.

Il secondo libro, sempre della collana SE, è “Un incontro” Louis Andreas-Salomé, Rainer Maria Rilke.

Amo Rilke profondamente e non potevo non prendere un testo scritto dalla sua amata.

Un dialogo tra la Salomé e Rilke, dedicatogli dopo la morte, un’elaborazione del lutto che mi ha permesso di capire meglio ciò che animava il cuore del mio poeta preferito.

Cito:“..c’è soltanto una cosa in me, e io devo o restare sbarrato(cioè tacere o chiacchierare) oppure aprirmi, e allora il mio unico inquilino diventa visibile. Questa condizione della mia interiorità, che   è difettosa, mi esclude realmente da ogni tipo di rapporto, dato che in questa forma porta solo a equivoci e fraintendimenti, e mi spinge in relazioni da me non volute, che mi fanno soffrire e da cui mi può derivare qualche pericoloso contraccolpo.”

Disorientato e infelice, lottava con l’apparenza di guida sicura ed entusiasta e il dolore che ne scaturiva è tangibile, leggendo le sue missive.

Non l’ho ancora finito, perché questo è un testo che richiede il giusto tempo e la giusta attenzione, ma se amate il poeta delle Elegie Duinesi, ve lo consiglio caldamente.

ps. visitate le bancarelle di libri al mare, vi portate a casa ogni ben di Dio, spesso scontato al 50% !!!!!


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fichi dolci e succosi

Quest’anno, non so perché, non pensavo di mettermi al lavoro con frutta e verdura. Sarà che è stata un’annata poco bella per gli orti, con la grandine, la pioggia, le trombe d’aria, il freddo a rovinare tutto. Invece la fine dell’estate mi ha sorpreso e la mia casa è stata sommersa di ogni ben di dio.

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nocciole di Brusnengo

Pere, fichi, pomodori e, per ultime, nocciole.

Le nocciole son giunte l’altra sera e, data la quantità, abbiamo passato quasi un’ora a aprirle, per poi essiccarle in forno a 90°(a forno caldo per 20 minuti, ben distese e separate) per non buttarle via e farle durare tutto l’inverno. C’è un però: Riccardino Fuffolo, anche lui preso dal furore di conservare tutto per l’inverno, ne ha raccolte una borsa piena. E in un’ora ne abbiamo ricavato un vasetto, il che significa che le serate di questa settimana non ci annoieremo di sicuro, lavorando alacremente come due criceti per recuperare tutte le nocciole raccolte. 😀 Sto pensando di metterne alcune sotto miele, vi aggiornerò nel caso…

CONSERVA DI POMODORI. Con i pomodori della mamma di Riccardo ho fatto dei vasetti di conserva. Chi ha un orto lo sa, che quando i pomodori maturano, arrivano a ondate e non si può mangiare caprese e spaghetto al pomodoro h24. Un po’ di sugo l’ho surgelato, per avere qualcosa di  pronto per ogni evenienza( nel mio caso significa: quando l’endo si sveglia, io apro il freezer) e il resto dei pomodori è finito in conserva.

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pronte per la dispensa 😀

Amo le conserve, perché mi ritrovo qualcosa di sano in dispensa, risparmio un sacco di soldini e il mio pancino ringrazia. Mangiando così curo il mio benessere, mi nutro bene e l’inverno si colora di estate, anche quando è lontana.

Alcuni vasetti li ho fatti semplici, un sughino al pomodoro, con aglio, basilico e poco peperoncino. Poco sale e poco pepe, una passata di minipimer per avere una bella cremina e ho chiuso i vasetti, che avevo sterilizzato in forno a 200°. Li ho capovolti e dopo qualche ora li ho anche sterilizzati bollendoli in acqua( Con le conserve non si sa mai, meglio abbondare in sicurezza!).

Altri vasetti li ho riempiti di un ragù di verdure, stesso sugo di prima, con aggiunta di qualche ago di rosmarino, peperoni e zucchine in dadolata. Stesso procedimento e via, nei vasetti.

Per le marmellate mi sono dedicata alle pere( che a Brusnengo quest’anno non finiscono mai) e ai fichi( idem come prima) e ho creato un po’ di marmellate per deliziarmi le colazioni. 😀

1238801_10201876094135210_291298609_nMARMELLATA DI FICHI: pulire i fichi, pesarli, aggiungere la metà del loro peso di zucchero, il succo di un limone. Lasciar riposare un paio di ore e poi cuocere a fuoco medio basso, fino a che la marmellata raggiunge la consistenza giusta( ovvero fa la goccia che non cade su un piano inclinato). Frullare se la volete senza pezzettoni e aggiungere un cucchiaino di grappa. Mettere nei vasetti, capovolgere e poi sterilizzare.

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mele e pere

MARMELLATA DI PERE E MELE: pulire le mele e le pere e farle a tocchetti, aggiungere la metà del loro peso di zucchero, cannella in polvere e qualche chiodo di garofano( che toglierete a fine cottura), mezzo limone spremuto e portare a cottura a fuoco medio basso. Quando è pronta, frullarla se volete una cremina e mettere nei vasetti sterilizzati, capovolgere subito finché è bollente e poi sterilizzare bollendo i vasetti.

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mele, pere, fichi

MARMELLATA DI MELE, PERE FICHI: stesso procedimento come sopra, io ho aggiunto anche dei semi di cardamomo per profumarla ancora di più. Alla fine frullare bene.

Questa è ottima accompagnata ai formaggi di capra puzzoni e morbidosi, che sono la mia passione.

PS. Ho aggiunto anche le mele perché la nonna del Riki ce la manda dal ricovero e non so più dove metterle, quindi ho pensato che stessero bene insieme nella marmellata.

Ah!!In realtà dovrei chiamarla confettura, ma marmellata mi piace di più. 😀


Amo le cozze e le vongole e d’estate le cucino sempre. Le cozze sono economiche e gustose, le trovo al mercato di Cossato( e devo pulirmele) oppure alla Esselunga, dove con un euro in più me le puliscono loro. Un sacchetto di cozze mi costa 3 euro e in due ci si fa una bella pentolata.

Le vongole sono più care, ma quando le trovo e sono belle e carnose, non so resistere e, almeno una volta durante l’estate, ci facciamo una bella mangiata.

Ecco qua tre ricette facili e veloci, che renderanno allegra e golosa la vostra tavola. Comprate mitili italiani, mi raccomando, freschi,  e puliteli bene prima con una paglietta metallica. Fate spurgare in acqua fredda e salata le vongole per almeno un’ora e poi gustatevi le pietanze, accompagnandole a un buon vino bianco gelato.

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Io ho abbinato il Pecorino, ma anche una Ribolla Gialla va bene, una bolla se la gradite, un vino campano che è la morte sua ( aglianico, greco di tufo, fiano di Avellino, o qualche chicca isolana). A dire il vero, con le cozze in rosso, saporite, vicino a Sorrento mi fecero provare un Furore rosso che ci stava da Dio. Insomma, giocate bene con gli abbinamenti, tenendo conto della personalità e della sapidità del piatto. 😀

IMPEPATA DI COZZE.

Mettere in una padella uno spicchio d’aglio con un po’ olio evo, far soffriggere bene e aggiungere le cozze ben pulite. Spruzzare con mezzo bicchiere di vino bianco, cospargere di prezzemolo e abbondante pepe nero macinato al momento. Coprire la padella con un coperchio e portare a cottura. Basteranno pochi minuti, quando i muscoli saranno tutti aperti, sono pronte. Io le servo con del buon pane casereccio per fare la scarpetta. 😛

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COZZE PICCANTI IN ROSSO.

Mettere in una padella l’aglio, l’olio evo e far soffriggere. Aggiungere dei pachino o dei datterini tagliati a metà e far andare a fuoco alto. Mettere del peperoncino ( abbondante se amate il gusto piccante) e aggiungere le cozze, quando i pomodori saranno disfatti  e il sugo ristretto. Far andare a fuoco alto, con il coperchio, finché non si aprono le cozze. Anche qui, servire con pane casereccio, anche abbrustolito, per fare una gustosa scarpetta.

SPAGHETTI  ALLE VONGOLE.

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spaghetti alle vongole

Dopo aver fatto spurgare le vongole, preparare il sugo. Nel mentre, mettere a bollire abbondante acqua salata per gli spaghetti( io ho usato gli spaghettoni di un pastificio di Amalfi).

Mettere un po’ di aglio con un nulla di peperoncino in una padella con olio evo e soffriggere. Aggiungere dei datterini tagliati a metà e far andare a fuoco vivace. Pepare e non salare, perché basterà l’acqua contenuta nelle vongole. Aggiungere le vongole e farle aprire e spegnere il fuoco. Scolare la pasta bene al dente e farla andare in padella con il sugo finché l’acqua delle vongole non sarà stata assorbita dagli spaghetti.

La stessa ricetta si può fare in bianco, senza pomodori.

Spolverare di prezzemolo fresco tritato e servire.

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