Archivi per il mese di: giugno, 2014

Ho scoperto con piacere che con un settimanale vengono venduti tutti i libri di Isabel Allende, editi da Feltrinelli. Ne ho approfittato e, con Oggi, mi sono comprata tutti quelli che desideravo leggere, a solo 5,70 euro a romanzo. Cosa non si deve fare in periodo di crisi. Grazie a tutti, così riesco ancora a comprare qualche libro!!!

Mi piace leggere gli scrittori sudamericani, perché mi insegnano qualcosa di un mondo sconosciuto che mi piacerebbe visitare. Le atmosfere e i colori di quei paesi lontani mi incuriosiscono da sempre.

Ho iniziato col leggere “La figlia della fortuna”. Mi ha fatto compagnia nei pochi pomeriggi di sole che giugno mi ha regalato e l’ho trovato un romanzo divertente, godibile.001

La storia parla di Eliza, orfana cresciuta in Cile  a Valparaíso da una facoltosa famiglia inglese nel lontano 1832. La sua vita si divide tra la zia Rose Sommers  e la cuoca cilena Fresia. Queste due donne insegnano alla giovane Eliza( e al lettore) i misteri di due mondi tanto diversi. Quando la ragazza di innamora di Joaquin Andieta, comincia la sua avventura. Il disgraziato per cui ha perso la testa parte alla volta della California, vittima della febbre dell’oro.

Qui il destino della protagonista si incrocia con quello del medico cinese Tao Chi’en, sbarcato a Valparaiso con il veliero dello zio di Eliza. I due partono alla volta della California e per Eliza inizierà la scoperta di un mondo completamente diverso dal suo. La ricerca dell’innamorato la farà vivere tra banditi, faccendieri, prostitute  e cercatori d’oro in una società nascente, quella americana della costa californiana.

Le sorprese con la Allende non mancano mai, tantomeno le curiosità e le divagazioni storiche che insegnano sempre qualcosa al lettore. Cina e Cile si svelano a poco a poco e la Allende ci fa capire che realtà tanto lontane, in realtà, non lo sono poi così tanto.

Non vedo l’ora di leggere gli altri, per vedere se l’autrice è riuscita a superare il capolavoro che sono La casa degli spiriti e Paula. 🙂

 

” Dove sei stato figliolo?” gli chiese con tanta tristezza che lui non ebbe cuore di ingannarla.

” A scoprire l’amore, mamma.” confessò abbracciandola raggiante.

pag. 99

 


004

ideato per la mia amica Simo arrivata dalla Francia!

 

 

D’estate le tartare risolvono in pochi minuti le cene serali. Preparatele mezz’ora prima di servirle; per la carne è bene che sia fuori frigo da almeno mezz’ora, viene meglio.

 

Ho preparato una tartare di manzo, tritando un cipollotto, aggiungendolo alla carne, salando, pepando, aggiungendo olio evo, un quarto di spicchio di aglio tritato finissimo, un cucchiaio di senape e uno spruzzo di salsa Worcester. Alla fine ho aggiunto un rosso d’uovo crudo, mescolando bene. Ho servito con pomodorini datterini in insalata, conditi con poco olio e basilico.

Per la tartare di tonno, ho tagliato una bella fetta di tonno a cubetti piccolini, ho aggiunto due fette di mango tagliato a cubetti e condito con olio, peperoncino, zenzero fresco tritato, menta, sale e pepe. Ho spruzzato di lime alla fine e ho servito.

Per la tartare di salmone, ho tolto le lische dal salmone e l’ho tagliato a cubetti piccoli. L’ho condito con aneto, salsa di soia, senape in grani, olio e pepe, buccia di limone grattugiata.

 

Potete accompagnare le tartare con una fresca insalata, io ho la fortuna di averne sempre disponibile dall’orto e trovo che sia l’abbinamento migliore.

Vino consigliato: FRANCIACORTA DOCG, oppure un buon Muller Thurgau se  non amate le bollicine o un bianco Colli Orientali del Friuli Superiore o un Siciliano tipo Grillo, tutti  ben strutturati( questi sono i vini che ho provato io….ovviamente il mondo-vino consente infiniti abbinamenti)

 

Questo post è dedicato alla mia amica Simo, che oggi compie gli anni e per la quale ho preparato questo piatto quando è venuta a trovarmi dalla Francia!!! Tanti auguri Simo!!! 😀

 

 

 


Pensare il futuro non è mai stato il mio forte.

Non mi posso più permettere di pensarlo e  mi pento di non averlo fatto prima. Non ho mai fatto progetti, presa da mille problemi, e non mi sono mai concessa di sognare e ora non posso più pianificare niente. Il mio spazio temporale si dilata per un massimo di 30 giorni. Oltre non mi è dato di sapere.untitled

Questi 30 giorni hanno assunto nel tempo una dimensione diversa. Si sono dilatati, tanto che i miei mesi sembrano durare il doppio. Il peso delle ore è cambiato e le percepisco bene, non me ne lascio scappare una. I minuti si allungano e mi ricordano che il tempo passa, inesorabilmente, un giorno dopo l’altro. Quando ho un problema grosso so che ho questi benedetti 30 giorni per risolverlo. Se non ce la faccio, so che non saprò cosa fare e mi tormenterò nell’angoscia di non avere certezze per il mese successivo.

Avere un orizzonte limitato non aiuta a avere speranza, al massimo ti fa venire un infarto prima del tempo. Come fai a immaginare qualcosa di bello, quando sei limitato nei tuoi pensieri? Come fai a dovertela cavare sempre e comunque entro 30 maledetti giorni, senza dilazioni e senza sconti?

In 30 giorni è tutto misurato, pesato, controllato. Non c’è posto per gli imprevisti, né per le sfighe improvvise che, di solito, ti colgono proprio in questi momenti.

Non puoi immaginarti le ferie perché non sai se potrai permettertele. Le mitiche ferie! Non ricordo nemmeno più l’ultima volta che ci sono andata. Pensate: le VACANZE vere, prenotate mesi prima, la valigiona da riempire, la macchina da caricare, due o tre lunghe settimane di pausa, di riposo, di relax. Sono così lontane da me da farmi pensare che non siano nemmeno mai esistite. Non puoi prenotare esami medici o dei trattamenti prolungati a lunga scadenza perché non sai se avrai i soldi per pagarli, non puoi pianificare dei lavori in casa, non puoi pensare di sposarti o di fare figli, non puoi fare niente. Nemmeno la fuga puoi pianificare, perché dove vai senza un soldo? Fai il giro dell’isolato?

Quando capita l’imprevisto, di solito ti appelli a tutti i santi del paradiso, preghi per un colpo di fortuna, ti arrovelli per trovare soluzioni, che difficilmente trovi.

A volte mi domando quanto andrà avanti questa situazione, perché non ho strumenti per cambiarla.

L’unico rimedio è la lettura. Leggendo dilato il mio tempo, viaggio, volo lontano, imparo cose nuove, cerco soluzioni, trovo esempi da seguire, colgo speranza e barlumi di felicità. Sarà sufficiente? Basterà per lenire l’ansia da limitazione?

Risposte non ce ne sono, mi consola il fatto di non essere l’unica a vivere a tempo determinato. Che tristezza però, pensare che la mia generazione, quella della precarietà, deve far ipoteche pure sul proprio futuro.

 


51+6B-5rX7L__AA258_PIkin4,BottomRight,-45,22_AA280_SH20_OU29_“Quando la notte” di Cristina Comencini, edito da Feltrinelli, è un libro che mi è piaciuto da subito.

L’ho portato con me durante il mio soggiorno a Berlino e la lettura è stata ancora più intensa, dato il tema trattato, visto che ero lì per far da baby sitter alla figlia della mia cara amica e sorella Daria.

Dal libro è stato fatto anche un film, che spero di vedere al più presto, con Filippo Timi e Claudia Pandolfi.

Si parla di maternità difficili e di maternità da manuale. Si parla di genitorialità problematiche e di unioni contrastate o mancate.

E’ un libro che si legge in fretta, ma che dà molto su cui riflettere, perché va a toccare quelle corde nascoste che nessuno sfiora mai, che sono un tabù e di cui la società non vuole sentire parlare.

La maternità è sacra, è avvolta da un’aura di perfezione e incorruttibilità. Nella realtà non è sempre così e l’essere madre diventa un problema, un dolore che non si sa come affrontare. Bisogna essere brave madri e non sbagliare mai, ma come si fa? Quando l’essere madre non è un istinto naturale o, per lo meno, non ci fa fare le cose giuste, come si può imparare? Come si può aprirsi agli altri dicendo di temere di non essere una brava madre?

La protagonista vive isolando se stessa e il suo bambino, fino ai risvolti più tragici, per poi essere salvata da colui che è quanto di più lontano ci sia dalla figura della paternità classica. Due mondi “diversi” si scontrano, si attraggono e si respingono, combattendo per trovare la loro strada e la via della redenzione.

Leggetelo, è intenso e forte, tanto forte da lasciare un segno anche su chi, come me, madre non è.

 

” Metto la testa sotto il cuscino, il pupazzo sembra il mio bambino quando è arrabbiato. Un giorno dovrò pensarci, non stasera che sono contenta, un altro momento. Perché succede a me e non alle altre donne? Cos’hanno più di me? Pazienza, amore, sopportazione?” Pag.99

 

 


Ecco una serie di ricette per organizzare una gustosa cena di pesce.

Menù:

SALMONE CRUDO MARINATO

TORRETTE DI MELANZANE E SALMONE

FANTASIA DI PESCE

MACEDONIA DEL BOSCO

vino: bollicine italiane o francesi sono consigliatissime, se volete spendere poco invece  vi consiglio un Ortrugo 🙂

 

001

salmone crudo marinato

Salmone crudo marinato:

Per 2 persone.

Dopo aver abbattuto il pesce in freezer, tagliate un trancio di salmone a fettine sottili e mettetelo a marinare con una salsa fatta da soia, senape( io uso la Savora), pepe, salsa Worcester, olio evo e uno spruzzo di succo di limone. Per decorare usate la salsa di rucola di cui vi parlerò nella ricetta seguente.

 

 

 

 

 

Torrette di melanzane e salmone(ricetta di Benedetta Parodi)

Ho preso questa ricetta qui http://imenudibenedetta.blogspot.com/2012/11/millefoglie-di-salmone.html

La trovo una ricetta facile e veloce, di grande riuscita.

  • 1 melanzana
  • 3-4 fette di pancarré
  • prezzemolo qb
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio

    003

    torretta di melanzane e salmone

  • salmone fresco qb
  • sale aromatico
  • rucola qb
  • succo di mezzo limone

 

  1. Sbucciare la melanzana.
  2. Tritare il pane con prezzemolo aglio e un giro d’olio.
  3. Tagliare la melanzana a fetta e cuocerla in padella senza olio.
  4. Comporre le millefoglie in una teglia alternando melanzane, salmone e panatura.
  5. Passare le millefoglie di salmone in forno a 180 gradi per 10 minuti.
  6. Frullare la rucola con abbondante olio, limone e sale.
  7. Servire le millefoglie con l’emulsione di rucola.

 

 

Fantasia di pesce

Per 2 persone.

Quando preparate la panure per la ricetta precedente, tenetevi abbondanti, e utilizzatela per farcire una decina di pomodori ciliegini che 005passerete in forno a 180° per 20-30 minuti, cosparsi da un filo di olio evo.

Prendete 4 cubotti di salmone  e passateli nei semi di papavero e 4 cubotti di tonno, passati nei semi di sesamo. Saltateli in padella antiaderente, leggermente unta di olio per pochi minuti. Salate alla fine.

Prendete 4 gamberoni e puliteli del carapace, lasciando la testa e passateli nella panure avanzata unendo qualche seme di papavero. Passateli in padella dove avrete sciolto una noce di burro e sfumate con un goccio di brandy o rum. Salate e pepate alla fine.

Preparate un’insalatina verde tagliandola fine fine e conditela con olio, sale e aceto balsamico. Adagiatevi sopra un uovo in camicia a testa.

Impiattate come più vi piace 🙂

 

 

Macedonia del bosco

008

macedonia con frutti di bosco

Prendete una pesca, una banana, delle more e delle fragoline di bosco, tagliate i frutti a tocchetti e condite con pochissimo zucchero o stevia( che è più sana) e due o tre cucchiaini di limoncello fatto in casa. Servite fresco.

 

 

 

Vita senza nickel

Il nickel non è un problema per noi!

EcoAlimentarsi

Alimentazione Consapevole

Marialucia Lorefice

In Parlamento, portavoce degli Italiani

Atollo Milano

Il mio (quasi) blog dove parlo di libri, di film e di altre cose che mi piacciono o mi fanno arrabbiare

MARZIA'S LIFE.

My online diary of moments and memories.

FILOSOFIA PSICOLOGIA PSICHIATRIA

dialogare e pensare per dare corpo alla psiche

Annichelita ma figa

Storie semi serie davvero accadute

de matha

La democrazia dà la sensazione di poter scegliere, (ma) oggi non avere talento non basta più. (Eugene Luther 'Gore' Vidal)

www.diariodalmondo.com/

I miei ultimi post

Dr. Gianluca Lo Presti

Psicologo Esperto in Dislessia e DSA

Erba volant

Le piante sono bestie complicate

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

seinviaggio

I passi di sei persone con gli occhi aperti sul mondo

purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: