Archivi per il mese di: maggio, 2014

Vivere in un paese che non ti aiuta a vivere non è semplice per nessuno di noi.

Le mie difficoltà ormai sono talmente tante e variegate non saprei nemmeno elencarle.

Mi domando se qualcuno, lassù-o laggiù- al governo, si renda conto delle condizioni in cui vive l’Italia.

Sui giornali ogni giorno viene arrestato qualcuno per corruzione. Le notizie sulle pubbliche amministrazioni che falliscono non si contano. Si legge purtroppo anche di chi si toglie la vita perché non ce la fa più, senza contare gli innumerevoli casi di gente che perde il senno e commette stragi senza senso, se non quello della violenza e della disperazione. Io non guardo il telegiornale da inizio anno, leggo on line i quotidiani e già mi sento satura di cattive notizie.

Cerco disperatamente buone nuove ogni giorno, per rincuorarmi e darmi coraggio. Le trovo se leggo i quotidiani stranieri.

Ogni tanto qualcosa di buono capita anche qui  ma, tra un nonno miliardario che promette dentiere in cambio di voti e un quarantenne rampante con il naso da pinocchio e la coda da volpe che gioca a chi le spara più grosse, si perde e non se ne ha notizia.

Dov’è lo stato sociale in Italia? Non ne ho traccia da anni. Da quando ebbi i primi problemi per l’invalidità di mia mamma più di 12 anni fa, la situazione è andata peggiorando. Ora che sono malata io mi rendo conto di quanto inutile sia ammalarsi qui. Fossi nata in Svizzera, Francia, Germania! No, sono nata in un paese dove il concetto di “stato sociale” non esiste.

E’ svilente sapersi malata senza possibilità. Hanno dato esenzioni a cani e porci e a noi malate di endometriosi niente.

Si rinuncia a tutto: controlli, visite, esami, routine. Io mi sono buttata sul ” naturale” e mi arrabatto come posso. Viva l’orto e viva le mie capacità di cuoca. Ovviamente non compro tutti i prodotti bio che vorrei, perché costano troppo, ma con una buona dieta sana, antitumorale, si risparmia in antinfiammatori.

Perché ai celiaci danno i buoni per alimentarsi e a me no, che ho l’intestino che reagisce al glutine come loro? Perché?

Perché devo vivere peggio di quanto già io non viva? Questo dico a chi ha bisogno del mio voto: sappiate regolarvi, visto che in Italia va di moda il voto di scambio.

 

 

 

 

 

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Torno a scrivere dopo oltre un mese di riflessioni.

Non credo questo sarà un post ordinato e con un filo conduttore. Pensieri sparsi affollano la mia mente e voglio lasciarli liberi; chi lo vorrà, coglierà alcuni di essi e lascerà altri nel dimenticatoio, io ho solo bisogno di lasciarli correre nell’etere.

 

Maternità. Mi sono passati sotto gli occhi e le mani infanti, bambini, ragazzi. Mi sono resa conto di essere quanto di più inadeguato e al contempo adatto ci possa essere nel difficile mestiere di madre. Ho capito anche che io e la maternità non riusciamo a trovare un equilibrio. Non si convive.

Vuoi perché io biologicamente sono inadatta, che la cara endometriosi complica sempre le cose, vuoi che oramai non ci sono più le condizioni di normale sopravvivenza quotidiana per pensarci, mi sono accorta che posso vivere benissimo senza. Sì, sono finalmente passati i momenti di sconforto in cui pensavo: “perché tutte e io no?”. Finalmente mi sono emancipata da quell’opprimente senso di disuguaglianza. Finalmente posso passare in mezzo a un gruppo di gravide senza esserne scalfita, tanto la pancia, sebben per altri motivi,  ce l’ho anche io, tiè! Finalmente il giorno della festa della mamma è una sofferenza, ma solo perché la mamma non ce l’ho più, non perché nessuno mi festeggerà mai. Sono finalmente libera.

Mi godo i figli degli altri e poi, come Cenerentola, prima dell’ora di cena me ne torno a casa, pensando a quale aperitivo preparare  a Riccardino Fuffolo, a quale musica sentire mentre passeremo qualche ora nel lettone a raccontarci la nostra giornata, facendoci goduriosi massaggini ai piedi. In tanta pesantezza, finalmente la leggerezza  è arrivata e posso godermi la mia menopausa, con la pancia a canotto e le caldane di notte.

 

Lavoro. Non so nemmeno più cosa sia un lavoro vero. Sempre grazie alla cara endometriosi non sarei nemmeno in grado di lavorare 8 ore di fila, ma da lì a non trovare uno straccio di impiego part-time ne passa. Non faccio figli, sono giudiziosa e nemmeno tanto stupida. Eppure.vignetta-pat-carra

Ci si arrabatta. Scambi, baratti, maloccupazioni, collaborazioni, volontariato obbligatorio.  Cosa ho fatto di male io per meritarmi tanto precariato non lo so. Mi sono ammalata, ma capita nella vita. Cribbio, c’è anche gente che muore e io, per fortuna, salvo sfighe impreviste, ho solo una malattia cronica, che però mi lascia ben sano il cervello! Vivo in un paese bellissimo che non mi vuole, non c’è altra spiegazione.

 

Politica. Mai avrei pensato di parlarne sul blog, ma stiamo raggiungendo livelli di idiozia tali che non posso più stare zitta. Mi fanno schifo tutti.Non ho altre parole per esprimere cosa stanno facendo destra e sinistra in Italia.  A destra e centro destra ho sempre votato e non lo faccio più. A sinistra sono talmente ridicoli che nemmeno sotto tortura li voterei, perché sono la brutta copia del partito che osteggiano. Non c’è credibilità. Solo oche starnazzanti che disputano briciole di pane, ecco cosa vedo. Avete notato come sono tutti più gentili due settimane prima delle elezioni? Pensano positivo, fanno promesse. Due settimane in cui sembra che, in Italia, sia tornata la buona educazione.  A me invece va via, e mi viene da dirvi: “Bestiacce, vi rendete conto in che melma è sprofondato il paese? Vi siete dimenticati delle scadenze di giugno???? Vi domandate come farà la povera gente a pagarle?” Si vota e si parla di ripresa, si prendono i voti e si torna a parlare di cure necessarie per il paese, di sforzi da chiedere alla comunità, di tagli e di sacrifici.  Siete dei buffoni e mi fate veramente incazzare.

Non fate niente per far partire la ripresa, non fate niente per chi ha difficoltà vere. Parlate e basta e io voglio una politica di fatti, solo con essi vi guadagnerete la mia fiducia. Avete mai visto questi imbecilli aprire il portafoglio e aiutare la gente come fa il fondatore dell’associazione Condividere? Li avete mai visti impegnarsi seriamente nel sociale, risolvendo emergenze reali? Siate meno avidi, datevi da fare, che lo stipendio ve lo paghiamo noi, scansafatiche!!!! Non c’è bisogno di parole, ma di semplificazione, correttezza, concretezza.

 

 

Ecco, questi sono i primi pensieri della giornata…..presto ne arriveranno altri.

 

 

 

 

 

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