Archivi per il mese di: marzo, 2013

004Fare i capricci serve, non vedo l’ora sia domani per aprire il mio mega ovetto Kinder!!!!!

 

 

 

Auguri auguri di una Pasqua serena, consapevole, di rinascita e rinnovamento.

😀

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Avevo dimenticato di leggere l’oroscopo settimanale di Breszny e guardate cosa ho trovato:snoopy

ACQUARIO

“Il nostro cervello ha una capacità maggiore di quanto immaginiamo. Secondo lo psicologo Paul Reber, può contenere l’equivalente di tre milioni di ore di programmi tv. Di sicuro sai già che il tuo non contiene neanche la minima parte di questa mole di dati. E in base ai presagi astrali ti consiglio di stiparci dentro più materiale nuovo che puoi. Pesce d’aprile! Ho detto solo una mezza verità. Anche se è un ottimo momento per versare nuovi contenuti nel tuo cervello, dovresti essere molto selettivo nel decidere cosa metterci dentro. Cerca le idee più fantasiose, le informazioni più stimolanti, le storie migliori. Evita sciocchezze e banalità.”

 

Tralascio come al solito ascendente e luna, perché si va di male in peggio. 😀

 

Ti pare che proprio il giorno in cui hai deciso di scrivere la prima pagina del tuo nuovo romanzo non arrivi lui a metterti il panico, dopo mesi di blocco dello scrittore? Ma porca putt…!!!!snoopy-writer

E va bhe, devo essere forte e far tesoro dei consigli e dei pesci d’aprile, anche quelli di Breszny.

Ho vacillato, lo ammetto. Le mie insicurezze narrative e autoriali mi stanno facendo uscire di testa, ci mancava pure l’oroscopo maledetto.

Avrei bisogno di scappare, sì, ci vorrebbe una fuga.

Non si può, troppe ristrettezze economiche.

Dovrò ripiegare su un cucchiaio di nutella e poi cercare di ripartire.

Magari ci aggiungo anche una tazza di thè verde e una maschera all’argilla per il viso.

Basterà?

No, potrei fare anche la tinta ai capelli.

Uffa, ero così contenta. Mi sembrava fantastico iniziare la prima pagina il Venerdì Santo, aveva un che di mistico.

La gente si rende conto della fragilità dei giovani scrittori? Dei loro timori e tremori?

Qualcuno capirà mai le nostre angosce e manie di perfezionismo?

Mi sento tanto sola.

Incompresi da tutti, lottiamo per raccontare le nostre storie…ecco, adesso va meglio, la nutella inizia a fare effetto.

 

Speriamo in bene.

Speriamo e basta.

 

 

 


Il goulash è una ricetta che ho imparato a fare una quindicina di anni fa, di ritorno da una mini vacanza a Vienna. Ne avevo mangiato uno così buono in una Stube viennese, che avevo chiesto la ricetta al cuoco per rifarla giunta a casa.

Che bella Vienna a febbraio.

Quanti ricordi si affollano: potrei parlarne per ore, ma in questo post non si può, perché partecipo a un contest di cucina di Squisito e devo lasciar spazio anche alla ricetta 🙂

http://squisitocooking.blogspot.it/2013/02/il-mio-nuovo-contest-viaggio-nel.html

Visto che il freddo non ci abbandona, vi propongo una ricetta che scalda pancia e cuore. Come scaldò me, errabonda per la romantica Vienna, con il gelo e il vento, un po’ di pioggia e un po’ di neve, un po’ di sole e di luce.

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architettura da sogno!

Il goulash fu il premio dopo una mattinata trascorsa alla Hundertwasserhaus, persa tra colori e forme bizzarre, una delle esperienze più divertenti della mia vita.

Se vi capita, fatevi un giro e ammirate le opere di questo visionario, che si autodefiniva “il medico dell’architettura”.

Ecco, se avete freddo, avete tempo e una bella domenica da trascorrere in casa davanti alla stufa o al caminetto in compagnia di un buon libro, regalatevi un goulash e godetevi il vostro meritato tempo libero. Parlo di un buon libro, ma va bene anche un bel film, di quelli lunghi, che si adattino alla lenta cottura del vostro piatto. 😀

GOULASH VIENNESE RIVISITATO

Ingredienti:

polpa di vitello( spalla, cappello del prete eccecc) 500 gr.

2 grosse cipolle dorate o bianche

1-2 carote

1 spicchio di aglio

paprika 30-50 gr( dipende da vostri gusti)

cumino, un pizzico

sale e pepe

brodo vegetale q.b

1 bicchiere di birra ( io uso quella che ci berrò in abbinamento, in questo caso è toccato alla Triple XXX del birrificio Croce di Malto)

2 peperoni verdi

un pomodoro maturo ( o della polpa di pomodoro se non ne avete)

olio q.b

pancetta a cubetti: un pugnetto( in Austria mi dissero: strutto” Schweineschmalz”, ma anche con la pancetta viene bene)

patate: 4 o 5 medie

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goduria 😀

mezza foglia di alloro

una bacca di ginepro

Preparazione:

Tagliare grossolanamente le cipolle e metterle in una bella pentola capace, con il fondo spesso, a appassire con olio, pancetta e lo spicchio di aglio. Aggiunge la mezza foglia di alloro, la carota a pezzetti, il cumino e la carne di vitello a cubetti precedentemente ammollata nel bicchiere di birra con il ginepro schiacciato( per un paio di ore).

Rosolate bene, sfumate ancora con un po’ di birra e infine con un bel mestolo di brodo. Poi coprite e lasciate cuocere, aggiungendo altro brodo di tanto in tanto. Dopo mezz’ora aggiungere la paprika, il pomodoro tritato fine e continuare la cottura per un’oretta. Aggiungere infine  i peperoni a pezzi, regolare di sale e pepe e portare a cottura per almeno altri 45 minuti( ma dipende dalla carne, magari necessita anche un’ulteriore ora e mezza).

Per le patate ci sono due modi di servirle: si tagliano a cubetti e si mettono direttamente nel goulash durante l’ultima ora di cottura o si fanno bollire( vanno bene anche al vapore) e si servono a parte.

Io faccio un goulash un po’ brodoso e servo le patate a parte.

Una pietanza ghiotta e golosa, adatta al tempo piovoso di questo marzo pazzerello. 😀

Buon appetito!


Ebbene sì, non partecipo  quasi mai, ma ho lì una ricettina che cade a fagiolo!!!

Il contest è organizzato da SQUISITO, vi lascio il link perchè possiate partecipare anche voi, in palio c’è un viaggio a Budapest. 😀

http://squisitocooking.blogspot.it/2013/02/il-mio-nuovo-contest-viaggio-nel.html

 

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limoni “veraci”

TORTA “TORNA A SURRIENTO”

 

Ogni volta che torno dalla costiera amalfitana, porto con me i prodotti tipici del luogo e da Sorrento cosa potevo portare, se non i limoni?

La costiera è un luogo magico, che mi ha spinta a tornare più volte, per rivivere quell’atmosfera che non esiste in altra parte del mondo. La vita scorre piano, i problemi svaniscono con i colori del sole al tramonto, i sorrisi della gente e la loro disponibilità rendono le giornate pigramente molli e rilassate. Amalfi, Positano, Sorrento, Napoli, Ischia, Capri, Maiori e Minori, Gragnano, Pompei, Furore, per citarne alcuni: il paradiso in terra.

Le scorpacciate di pizza, casatielli, panuozzi, cuopp ‘e mare e cuopp ‘è terra, pasta e pesce cucinati in ogni modo, babà, graffe, vini superbi e di carattere  rimangono un ricordo indelebile che ancora oggi, dopo anni, condiziona il mio modo di cucinare. Le cime di rapa sono sempre un richiamo irresistibile, i paccheri di Gragnano immancabili, i peperoncini a grappoli essiccati con cura e sempre presenti tra le spezie della mia cucina, il limoncello freddo in frigorifero. C’è molto Sud nella mia cucina.

 

Appena rientrata, un anno fa, mi sono inventata questa torta che parla del sole, dei colori e dei sapori che, una volta provati, non ti scordi più. Ho pensato di ricreare una torta che fosse leggera e avesse per protagonisti i limoni e il limoncello, che adoro e che faccio in casa, grazie a una ricetta di una simpatica nonnina.

I limoni eran stati raccolti nell’orto di un simpatico vecchietto di Meta di Sorrento, messi in vendita nel suo fornitissimo, quanto scarno, negozio sulla strada che mi portava al mio bed and breakfast  al villaggio dei pescatori.

Una volta rientrata, dopo aver preparato litri di limoncello, perché la mia scorta stava finendo, e aver utilizzato la polpa dei limoni per fare una profumatissima marmellata(con proporzione 500 gr. di zucchero, 1kg di polpa e un po’ di addensante per marmellate di agrumi) mi sono inventata questa torta, spazzolata dai commensali nel giro di una serata.

 

IMPASTO:

3 uova intere

il peso di tre uova di : zucchero, farina, burro

un bicchiere scarso di latte( dipende dall’impasto che deve essere fluido e non grumoso)

un piccolo vasetto di marmellata di sorrento(corrispondente a 4-5 cucchiai di marmellata di limoni se la comprate già fatta)

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torta “torna a Surriento”

la scorza di due limoni

una busta di vanillina

una busta di lievito per dolci

un pizzico di sale

 

Sbattere le uova con lo sbattitore e incorporare lentamente lo zucchero e il burro fuso. Aggiungere la vanillina,il lievito, la scorza di limone e la farina setacciata. Aggiungere il latte a temperatura ambiente, la marmellata di limone, il pizzico di sale.

Prendere uno stampo di silicone, bagnarlo, versarci il composto e cuocere a 180 gradi per 25 minuti( o finchè è cotta, dipende dal vostro forno, io lo uso statico all’inzio e ventilato gli ultimi 10 minuti)

 

Sfornare la torta.

 

COPERTURA:

4 limoni

uno shottino di limoncello

3 rossi d’uovo

4-5 cucchiai di zucchero(assaggiate se è troppo aspra, con i limoni del supermercato può succedere)

1 cucchiaio di maizena

 

Sbattere i rossi d’uovo con lo zucchero e la maizena e aggiungere a filo il succo di limone e il limoncello, cuocere a bagno maria fino a che si addensa.

 

PRESENTAZIONE

Ricoprire la torta con la crema preparata e guarnire con una fetta di limone pelata al vivo. Lasciar riposare un paio d’ore e servire con un bel bicchierino di limoncello.

 

 

 

 


069

ciliegi e bramaterra

Non so cosa fare.

Devi stare tranquilla.

Come si fa?

Basta che stai tranquilla, non preoccuparti.

Sono piena di preoccupazioni, come faccio?

Non ti preoccupare, tanto non cambia niente.

Eh.

Ti do un bacio.

Grazie.

Va meglio?

Sì.

Vedi che basta poco?

Domani però sarà uguale.

Fa niente.

Come faremo?

Ci daremo un altro bacio.

Va bene.

 

Vita senza nickel

Il nickel non è un problema per noi!

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Alimentazione Consapevole

Marialucia Lorefice

In Parlamento, portavoce degli Italiani

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Psicologo Esperto in Dislessia e DSA

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Le piante sono bestie complicate

vibrisse, bollettino

di letture e scritture a cura di giulio mozzi

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I passi di sei persone con gli occhi aperti sul mondo

purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

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