Archivi per il mese di: ottobre, 2014

In questi giorni ho avuto modo di pensare a un sacco di cose. Vorrei avere la leggerezza di chi può esclusivamente dedicarsi alla festa di Halloween e divertirsi, ma proprio non ce la faccio. Sono riuscita a comprare solo la pasta con i fantasmini alla Lidl e i marshmellows a pipistrello  per i bimbi che suonano i campanelli, visto che l’hanno scorso mi sono dimenticata e non avevo una mazza in casa, non mangiando caramelle. Mi sono sentita inetta e quest’anno ho rimediato: dieci a uno che stavolta non passerà nessuno e se li mangerà tutti Riccardo!

Sarà che quando non sto bene perdo la voglia di ridere e scherzare, da tanto sono spossata, ma questa settimana mi sembra durissima.

Non reggo nulla, non riesco a fare nulla, non mi va bene niente. Riccardo direbbe: ” E che differenza c’è dagli altri giorni?” 😀

La verità è che sto diventando insofferente. Non ho più voglia né di adattarmi né di portar pazienza. La tolleranza è sempre stata il mio tratto distintivo, ora invece non sopporto più nulla e non riesco più a passare sopra alle idiozie e alle scemenze che sento. Mi viene un disagio fisico, nel sentire certe stupidate, tanto da rendermi pure antipatica.

Il risultato è che spesso mi isolo. Sì, perché mi capita di trovarmi in situazioni per me sofferte o costrette e dentro di me parte un piccolo film: all’ennesima stronzata io dico quello che penso, tutto, senza pietà e senza freni e si scatena il putiferio. Ovviamente taccio, e il più delle volte proprio evito di esserci.

Sì, perché una parte collerica l’ho sempre avuta e tenuta a bada, ora pare che questa parte di me non si accontenti più del silenzio e cerchi la rissa. Il vaso sta tracimando e io cerco di contenerlo usando un cucchiaio da tè.

Non parliamo poi di quando leggo i giornali, perché lì si scatena la belva che è in me. E’ senza senso quello che il bamboccio dichiara quotidianamente. Mi sembra di vivere in una democrazia fantoccio, in cui pochi stanno decidendo cose insensate, affossando un paese intero. Si circonda di giovani minestre, che ora fa tanto trendy e politically correct, fa loro recitare la poesiola e intanto sforna una legge di stabilità raccapricciante. Convoca la gente alla Leopolda, fa il suo show glamour e smart al punto giusto ( che manco Berlusconi nei tempi migliori) e nemmeno ascolta il milione di persone in piazza con i sindacati. L’unica soddisfazione è vedere che quel che rimane del Pd “sano” si sta svegliando, chissà mai che riescano a creare una vera opposizione, tralasciando per una volta i loro barbosissimi discorsi sulle ideologie e passando, finalmente, ai fatti e alle proposte sensate e concrete.

E’ un autunno di fuoco che mi metterà a dura prova, prego il Signore di darmi ancora un po’ di pazienza.

 

 

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il pensatore

il pensatore

la contentezza! :D

la contentezza! 😀

Siamo andati due volte a cena da Ismail, a Novara. E’ un ristorantino turco ottimo, che ho scovato per caso. La sera, quando non dormo, leggo le recensioni su Trip Advisor e mi segno i posti che mi colpiscono, per poi visitarli alla prima occasione.

Da Ismail, è questo il nome del proprietario, siamo andati da soli la prima volta e poi ci siamo tornati con una coppia di amici a settembre, con bimbo al seguito. Il posto à è piccolino, per cui è meglio prenotare, perché è sempre strapieno.

Prima nota positiva: pizza baby per i bimbi, ottima!

falafel

falafel

Abbiamo mangiato diverse cose in queste due visite; da segnalare sicuramente c’è il piatto forte della casa, il Sac-Beyti,(min.2

mi hai sfidato? mo' me te magno!

mi hai sfidato? mo’ me te magno!

persone) che vi porterà direttamente in Turchia. Si tratta di una padella di spezzatino di agnello morbidissimo, servito con dei rotolini di piadina ripiena di carne, con sopra due salsine saporitissime e verdure.  Se lo prendete, mangerete solo quello data l’abbondanza del piatto! Noi prima abbiamo assaggiato due falafel con salsina spettacolari e abbiamo concluso con due baclavà, dolci e paradisiache! Birra a fiumi per pasteggiare e il ritorno in questo locale è assicurato.

 

La volta successiva abbiamo preso per antipasto dei Sigara Boregi, dei rotolini fritti al formaggio e prezzemolo ottimi,  dei piatti di grigliata, che accompagnano a riso, bulgur o patatine a richiesta, costolettine di agnello, Kofte( polpettine) e io in particolare ho preso un piatto ottimo di Beyti Kebab, ovvero di carne macinata alla griglia avvolta in piadina, con verdure, salsine e bulgur. Immancabili dolcini baclavà per finire e via, cenetta perfetta!

Dati i prezzi convenienti ( una media di 17 euro a testa), ho notato molte famiglie con bambini a cena lì. La crisi non perdona nemmeno a tavola e Ismail  aiuta a concederci una cenetta deliziosa con pochi euro ben spesi. 😀

la salsina infernale

la salsina infernale

Ps. provate la salsina rossa che Ismail mette in tavola, ve ne

ho trovato salsa per i miei denti!

ho trovato salsa per i miei denti!

ricorderete! 😛

 

 

 

 

 

 

 

 

 

koefte

koefte

grigliata

grigliata

beyti kebab

beyti kebab

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Ismail

Corso Risorgimento 22, 28100 Novara

tel. 340 603 21 93

 

 

 

 

https://www.facebook.com/ristoranteturco?fref=photo

 

 

 


Per il compleanno di Riccardino Fuffolo siamo andati, con la mia amica Giuliana, alla scoperta di un ristorante persiano a Torino. Fantastico! Il posto è piccolo, semplice, con pochi coperti, per cui penso sia meglio prenotare nelle serate festive. I titolari iraniani sono gentili e disponibili a spiegare tutto il menù, con nomi ovviamente irripetibili!

E’ stata una cena pantagruelica, con prezzo più che onesto, che ho gradito tantissimo.

 

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riso pilaf e succo di melograno

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cremina all’aglio e crema di melanzane e formaggio

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piadine e spezzatino dolce-salato 😀

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micro polpettine e ceci

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pilaf con ribes e pistacchi e pollo con la frutta

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polpette speziate

Ecco cosa abbiamo mangiato:

 

-tre cremine da accompagnare a una specie di piadina: una alla melanzana e formaggio, una di carne all’aglio e una indimenticabile, una specie di spezzatino sminuzzatissimo di carne, dolce e salato, che valeva il viaggio da solo!

 

-Poi sono arrivati un riso pilaf buonissimo da accompagnare a delle polpette cucinate in rosso con dei ceci piccolissimi, delle polpette di patate e prezzemolo speziate, un’altra polpetta di legumi con sapori speziati e aromatici.

 

– Un altro pilaf, con pistacchi, ribes, zafferano da accompagnare a uno spezzatino di pollo con la frutta, due spiedi, uno di pollo allo zafferano e uno di carne tritata arrostita( il kebab, che significa appunto arrostito)

 

– Per il dolce abbiamo assaggiato la baclavà e un dolce allo zenzero, accompagnati da tè alla menta e al cardamomo.

 

 

 

Abbiamo bevuto un ottimo succo di melograno, bello fresco, della birra e per finire, come consigliato dalla titolare, una bevanda digestiva fatta da acqua minerale, yogurt, menta e sale. Buona, strana e veramente digestiva.

 

Un ristorante in cui tornare, in cui i cibi non sono piccanti, ma speziati: cardamomo, zafferano, cumino per dire alcune spezie che ho riconosciuto nei piatti.

 

http://www.lastampa.it/2011/10/14/torinosette/appuntamenti/pappamondo/persian-food-tNliJTelXVkiMubEJnnC6M/pagina.html

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kebab e pollo allo zafferano

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Persian Food, via San Massimo 38 Torino

011 276 1473

 

 

 

 

 

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baclavà con the al cardamomo

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baclavà e dolcino allo zenzero con the alla menta


Ho sempre pensato che “chi si accontenta, gode” fosse un buon proverbio, da tenere a mente ne momenti di magra. Mi pareva carico di buon senso, di quel sapere antico che ti trasmettono i nonni che hanno fatto le grandi guerre, patendo la miseria e nonostante tutto ce l’hanno fatta. Fino a poco tempo fa ero convinta fosse così.

Io so decisamente accontentarmi di quello che ho, ma so anche quando è l’ora di chiedere di più alla vita, capendo quando è il momento di fermarsi. Così ho vissuto i miei primi 38 anni, tra alti e bassi, navigando a vista, godendo di quello che avevo, poco o tanto che fosse. Di questi tempi, però, le mie riflessioni stanno mutando.

Mi rendo conto che il periodo attuale richiede di cambiare punto di vista, di approfondire il pensiero e di cercare nuove soluzioni. Non credo che questo paese abbia mai vissuto un periodo di tale decadenza di valori. La mia generazione si trova schiacciata tra quella precedente, che gode ancora di vecchi privilegi, e quella immediatamente successiva, che non ha prospettive né futuro certo.

Noi stiamo nel mezzo, qualcuno ce l’ha fatta o fatica a mantenere i risultati conseguiti,  altri arrancano o hanno fallito e non sanno cosa fare. Non è facile vivere in Italia oggi e ancora meno lo è quando tutte le certezze che avevi vanno in fumo.

Credo che oggi si possa dire ” chi si accontenta, muore“, perché ogni giorno assistiamo al degrado della politica, della cultura, della vita stessa. Non si può più stare a guardare mentre il tuo vicino picchia la moglie (magari fino a ucciderla) o un tuo conoscente si suicida perché oppresso dai debiti, nonostante una vita da onesto lavoratore. Non si può più tacere di fronte a un premier che farnetica cose senza senso, per poi ritrovarsi con un nulla di fatto, in cui l’unica certezza sono le tasse che devi pagare, ovviamente aumentate  a regola d’arte. Non ci si può più accontentare quando la qualità della tua vita è condizionata da un organismo politico che risucchia tutte le tue risorse, poche o tante che siano.

La mia generazione dovrebbe trovare il coraggio di dire basta a un sistema che non funziona più. Non si può vivere anestetizzati, sperando che la situazione cambi, senza fare nulla. Sono stufa di sentire parlare di ideologie che sono morte, che non esistono più e non possono farlo in un contesto sociale come il nostro. E’ come se cercassimo di fare attecchire una pianta su un terreno sterile. Bisogna capire che va preparato e concimato  prima. E soprattutto, che non tutti i terreni sono adatti a quel tipo di pianta.

L’ostinazione di certe persone a non voler voltare pagina, scrivendo l’inizio di una storia nuova mi lascia senza parole.

Ho voglia di buon senso, di condivisione, di speranza e di futuro!

 

 


Ho finito di leggere Io sono Dio venerdì notte. Mi mancano Appunti  di un venditore di donne, la raccolta Pochi inutili nascondigli e Tre  atti e due tempi, forse quello che mi incuriosisce di più di tutti.

Quando sei mancato ai primi di luglio, sono rimasta di sasso. Avevo appena trovato alla Bennet il sopracitato in offerta, agguantandolo di corsa perché era l’ultima copia, quando mi ha mandato un messaggio Riccardo dicendomi: Faletti è morto. Che mazzata. Speravo di poterti leggere ancora per un bel po’ di anni. Mi piaceva come scrivevi, accidenti! Sei uno dei pochi autori di thriller che io abbia mai acquistato!untitled

La prima volta che ti ho letto l’ho fatto per curiosità: un artista eclettico come te che sfornava il suo primo romanzo, per di più un thriller. Me lo ricordo ancora: “”E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?”

“Io uccido…” 

Da lì in poi ti ho seguito volentieri, ti dedicavo le serate estive e mi facevi compagnia. Recentemente avevo visto una tua intervista, dove non eri molto in forma e parlavi dell’ultimo nato, un testo completamente diverso dai precedenti, un libro che parlava anche di te, tra le righe. Mi ero ripromessa di acquistarlo ed è lì, nella infinita lista dei desideri che aumenta, ogni giorno che passa, a dismisura.

Mi mancherai Giorgio, perché mi regalavi scorci di vite mai vissute. Eri molto americano nella tua narrazione e mi piaceva. Mi faceva sorridere pensare che tu, da Asti, domiciliato all’Elba, ci catapultassi ogni volta in un luogo diverso, così lontano dalla nostra provincia italiana. Ci sei tornato per l’ultima opera, e non vedo l’ora di leggerla.

 

Per quanto riguarda Io sono Dio, edito da Baldini Castoldi Dalai, vi consiglio la lettura perché è un buon romanzo, con la giusta suspense, in cui i torti subiti si trasformano in castigo e il bene e il male si confondono, persi nei meandri di menti malate, ma lucidamente consapevoli del dolore che portano con sé.

Cito: “Un attimo o mille anni dopo, l’esplosione è un tuono senza temporale, la terra che accoglie il cielo, un momento di liberazione. Poi le urla e la polvere e il rumore delle macchine che si scontrano, e le sirene mi avvertono che per molta gente dietro di me gli otto minuti sono finiti.”

 

 

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