Archivi per il mese di: luglio, 2013

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promosso! 😀

L’ultimo libro che ho letto è “Dimmi che ti dispiace” di Dawn French. Mi è stato prestato da mia zia  Gi, la mia fornitrice ufficiale di romanzi. Ha un fiuto per prendere libri a caso, che poi risultano godibili e interessanti, che non posso che eleggerla pusher di libri dell’anno.

 

Ho iniziato a leggerlo in piscina, nella mezz’ora di relax dopo che ho finito di nuotare e mi è piaciuto. Il titolo può far pensare a un romanzo d’amore, ma non è proprio così. Ovviamente non vi accennerò alla trama, perché il bello di questo libro è scoprirlo, pagina dopo pagina, con i suoi colpi di scena.

Non conoscevo né l’autrice, né la casa editrice e ho deciso di provare altri libri editi da loro, mi pare  sia stato un buon inizio.

La storia parla di Silvia, la protagonista, intorno alla quale si intrecciano le storie di altri personaggi, tutti legati a lei. Sono caratterizzati molto bene e ci sono delle parti umoristiche che mi han fatto ridere di gusto, nonostante la storia non sia di per sé allegra.

Provate a leggerlo e mi direte, il bello di questo testo sono proprio le sorprese che vengono distribuite con sapienza, per dare ritmo alla storia.

L’unico neo sono le parti dedicate all’ex marito Ed: le ho trovate un po’ noiose e meno scorrevoli del resto, ma ciò non toglie che questo sia un romanzo adatto da portarsi al mare, per leggerlo sotto l’ombrellone.

 

Dimmi che ti dispiace, Dawn French, Leggere Editore.

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Ieri è stata una giornata di cucina gourmet.

Ricette eleganti, semplici, low cost come piace a me.

A pranzo è venuto Riccardino Fuffolo e ho improvvisato un pranzetto leggero, fresco e sostanzioso, visto che aveva lavorato tutta la mattina e sarebbe arrivato affamato.

Ho preparato due bruschette con i pomodorini dell’orto della Marisa, lo scalogno e il basilico, perché volevo cucinare il risotto al momento e avevo bisogno d qualcosa di rinfrescante e saziante per l’affamato.

Mi sono dimenticata di fare la foto alle bruschette, ma erano proprio belle. Ho trovato un pane siciliano di grano duro con il sesamo sopra che rimane morbido anche il giorno dopo e ho farcito le fette con i pomodorini e il loro sughetto.

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risotto con zucchine e gamberoni

Metto sempre pochissimo sale, ma alla fine si sente meglio il gusto delle verdure.

Ho messo su il risotto. Ho messo un po’ di burro e uno scalogno tritato con una foglia di salvia a rosolare piano. Ho aggiunto due bicchieri scarsi di riso e ho fatto rosolare bene. Ho sfumato con un po’ di vino bianco e quando si è asciugato ho coperto con il brodo di verdure. Ho aggiustato di sale e pepe, e dopo 5 minuti ho aggiunto una zucchina piccola chiara tagliata a dadini e qualche scorzetta di limone. Ho aggiunto brodo quando necessitava e un po’ di prezzemolo fresco tritato.   A fine cottura ho aggiunto una nocciolina di burro, un giro di pepe e ho servito il risotto con degli scampi saltati appena appena in padella, con aglio(poco), sale, pepe, prezzemolo.

E il pranzo si è concluso con un bel pisolino, che io ero morta di sonno perché la notte prima non avevo dormito un accidenti 😀

La sera mi è venuta voglia di grigliata. Noi mangiamo poca carne, perché a me non fa bene mangiarla spesso e non mi piace tanto e perché è più sano mangiarla poco. Ieri sera mi è venuta l’ispirazione per una grigliata, in realtà fatta con la mia super padella a piastra, per  cui siamo andati a comprare la carne in un negozio di Cossato dove io trovo che sia molto buona. Visto che la si mangia poco, preferisco spendere un po’ di più e godermi il piatto, sapendo di aver mangiato cose sane.

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hamburger con insalatina

Abbiamo comunque speso poco, perché i prezzi sono onesti e con dieci euro di carne abbiamo mangiato in due. Mangiare bene e sano, spendendo poco, si può!

Ho preparato una bella insalata di lattuga e lollo con i ravanelli, delle patate al forno con il rosmarino( con poco olio) e una macedonia di mirtilli, pesche e prugne.

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patatine con la buccia al forno

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salamella con insalata

Ho scaldato la piastra ben bene, ho aggiunto aghi di rosmarino per aromatizzare la carne e ho cotto due salamelle tagliate in due, a fuoco medio.  Le ho servite con l’insalata. Ho cotto l’hamburger farcito con pecorino e pancetta, per pochi minuti, e ne abbiamo mangiato metà per uno con l’insalata. Non ho salato nulla in padella, tanto era tutto saporito così.  Ho finito con il filetto, che era marinato con gli aromi della casa( segreto del negozio): in pochi minuti era pronto e l’ho servito con le patate.

Birra gelata a accompagnare il tutto e via, si è chiuso con la macedonia con un po’ di panna montata al momento, con due cucchiaini di zucchero.

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filetto con patate al forno

Una cena che mi ha soddisfatto e non mi per nulla appesantito: avessi mangiato anche  il pane come Riki, somma invidia, avrei goduto di più, ma non si può pretendere troppo! 😀

Un sabato in cucina che mi ha dato grande soddisfazione, con il minimo sforzo. Per cucinare bene non occorrono ore in cucina, basta essere organizzati , sapere ciò che si vuole e usare ingredienti sani. 🙂

Ovviamente non dimentichiamoci dei commensali: una cena fatta con amore è sempre più buona.

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macedonia con panna 😛


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appena usciti dal forno!

Quando Riccardino Fuffolo ha le paturnie, l’unica cosa che ci può salvare è una cena di pesce.
Con la crisi che c’è, mi vengono in aiuto gli orti dei vicini e il mercato del mercoledì dopo mezzogiorno, che quando sta per chiudere sconta il pesce rimasto.
Ogni tanto sorgono le paturnie e non c’è verso di debellarle, se non con una cenetta tranquilla dove il pesce è protagonista, accompagnato da un buon vinello bianco bello fresco.
Così ieri sera ho acceso il forno e in in poco tempo ho preparato una cenetta deliziosa, sana e leggera.
Ho comprato due belle triglie e un branzino e li ho trovati davvero convenienti(nemmeno 13 euro in tutto). Ho pulito bene i pesci, li ho sistemati in una pirofila, dopo averli farciti con prezzemolo, aglio, limone.
Ho aggiunto cipolla di tropea a pezzetti, prezzemolo tritato, due spicchi di limone, pomodoro a fettine e peperoni rossi tagliati grossolanamente. Un giro di olio, un pizzichino di sale e di pepe, mezzo bicchiere di vino e ho infornato il tutto a 180° per mezz’ora.
Ho anche fatto una teglia di patate al rosmarino, con la buccia per avere un effetto più rustico( e sano).
In nemmeno un’ora la cena era pronta, il vino in frigo pronto da mettere in tavola. Santo forno, quante volte mi salvi la vita: minimo sforzo e massimo risultato!

Ho accompagnato le pietanze con un Grillo 2012 che mi ha soddisfatto nell’abbinamento, perché essendo una pietanza saporita, necessitava di un vino bianco di buona sapidità e struttura.

Ho servito prima le triglie con i peperoni e poi il branzino con le patate: le paturnie se ne sono andate, missione compiuta!
Ecco il risultato delle mie poche fatiche, l’estate low cost continua!

 

Ovviamente anche la Pi ha mangiato la sua parte, rigorosamente senza spine! 😀

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triglie al forno con peperoni e cipolla

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branzino al forno con patate

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Quando ho ospiti a cena, la prendo con calma e inizio fin dal mattino a cucinare.

Avendo dormito da Riccardino Fuffolo e alzandosi lui presto per andare al lavoro, alle 8 ieri ero già operativa.

Un buon the, le news on line, i blog da leggere, le sfide a song pop( con il mio terribile nemico Jonny Rock) e ero pronta. Facendo un caldo che definire porco è un eufemismo, ho ben pensato di usare ovviamente il forno. E’ SEMPRE così. Fa caldo? Facciamo una torta, le patate gratinate con le verdurine, il pesce e chi più ne ha più ne metta. Ieri ho pensato di fare il panfocaccia. Però vuoi sprecare il forno caldo, che poi il sabato l’energia mi costa meno? Nooooo. E allora due cornettini salati li fai, tanto 20 minuti sono cotti e i pomodorini gratinati no? Sono leggeri, buoni freddi o tiepidi. Inutile dire che ho fatto la sauna, come tutte le sacrosante volte. In inverno, non so perché, a parte le torte, uso pochissimo il forno. Appena inizia l’estate, si scatena la mia voglia di infornare: tutto, tutto, tuttttoooooo!

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i sopravvissuti del pranzo…

A pranzo arrivava anche Riccardino, perché i suoi non c’erano e giustamente gli ho detto: “Vieni, che cucinando, qualcosa di buono ci sarà anche per te a pranzo.” Il giorno prima mia zia mi aveva regalato le buone zucchine del nonno Severino con un sacco di fiori. E che ci vuoi fare? Una teglia di fiori gratinati al forno( con il pan grattato aromatico avanzato dei pomodorini, perché qui non si butta via niente, e poi il forno già girava per i pomodorini) e il resto? Massì, friggiamo due fiori, che è la morte loro.

Bene, pastella leggera e via di frittura. Il risultato è stato il seguente: si è mangiato 18 fiori!! 18!!! Io, tenendomi per la cena, ne ho mangiati 5 e qualcuno al forno. Tolto il fatto che vivo incazzata perché una volta mangiavo come un suino e ero magra come un fuscello, che buoni erano! Una volta all’anno si può anche friggere e godersi i tesori dell’orto. 😀

Alle due, quando Riki è andato a casa a farsi le sue cose da brava massaia quale è,  sono tornata all’attacco. Mancavano il panfocaccia che era in lievitazione e doveva esser cotto, lo tzaziki, e l’insalata di pasta. Eh sì, d’estate bisogna stare leggeri. I miei ospiti portavano il dolce al cioccolato, su mia richiesta, e non volevo esagerare con il menù.

Poi cosa vuoi fare: è sabato, bisogna ordinare un po’ casa, che in settimana ho trascurato perché non stavo tanto bene. Pulisci bene la cucina, prepara il necessario per la tavola, ordina la camera, pensa alla lavatrice, le cose da stirare almeno da portare vicino al ferro da stiro per ricordarsene, e il pomeriggio è volato. Una doccia ed è arrivato Riccardino Fuffolo con la sua allegria e poi i nostri ospiti, Elena e Alberto, gattofili come noi.

Mi sono divertita e la serata è trascorsa, tra zampirone in balcone per le maledette zanzare, che sono alla fine arrivate, e chiacchere piacevoli che spero si ripetano presto.

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antipasto

Ecco il risultato delle mie fatiche. Menù:

cornettini di sfoglia al wurstel

panfocaccia

pomodorini gratin

melanzane grigliate

tzaziki

insalata di pasta

torta al cioccolato( degli ospiti)

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primo

Bevande: Orvieto doc e una fantastica birra del produttore Enrico Terzo( d’estate la birra è d’obbligo).

 

La sorpresa è stata la torta: vi allego la foto, perché mi ha fatto tanto piacere.

Una bella serata estiva, con una domenica molle e pigra che mi aspetta. Cosa volere di più, da un’estate low cost? 😀

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Alberto e la sua sorpresa!!!!!! GRAZIE 😀

 

 

 

 


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😀

Miglior spumante
Valle d’Aosta doc Blanc de Morgex et La Salle Brut Prince 2007 – Cave du Vin Blanc de Morgex et La Salle (AO)

Miglior vino bianco
Erbaluce di Caluso docg 2012 – Massimo Pastoris (BI)

Miglior vino rosato
Valle d’Aosta doc Rosè 2012 – Cave des Onze Communes (AO)

Miglior vino rosso giovane
Coste della Sesia doc 2011 – Società Agricola Roccia Rossa (BI)

Miglior vino rosso invecchiato
Gattinara docg Riserva 2007 – Travaglini (VC)

Miglior vino dolce
Valle d’Aosta doc Muscat Petit grain Fletrì 2011 – Cave des Onze Communes (AO)

Erbaluce di Caluso docg Reirì 2012 – Elisa Pozzo (BI)
Erbaluce di Caluso docg FiorFiore 2012 – Tenuta Variselle (BI)
Valle d’Aosta doc Traminer aromatico 2012 – Cave des Onze Communes (AO)
Coste della Sesia doc Rosato Majoli 2012 – Aziende Agricole Sella (BI)
Valle d’Aosta doc Mayolet 2012 – Cave des Onze Communes (AO)
Canavese doc Rosso 2011 – Cantina Sociale della Serra (TO)
Valle d’Aosta doc Fumin Esprit follet 2011 – La Crotta di Vegneron (AO)
Valle d’Aosta doc Fumin 2009 – Les Cretes (AO)
Carema doc 2008 – Ferrando (TO)
Lessona doc San Sebastiano allo Zoppo 2007 – Aziende Agricole Sella (BI)
Gattinara docg Valferana 2005 – Nervi (VC)
Collina Torinese doc Malvasia Deliziosa 2012 – Stefano Rossotto (TO)
Caluso passito doc Riserva 2001 – Cantine Briamara (TO)

Oggi vi voglio parlare di vino. E di vini. E di produttori. E di enoteche.1002741_10152033260903849_422919099_n
Ho avuto la fortuna di lavorare con l’Enoteca Regionale della Serra fino a pochi mesi fa e continuo a collaborare con loro durante le manifestazioni che organizzano durante l’anno. L’ultima, Ottimi 2013, ha visto premiare, come da tradizione, i migliori vini presenti in enoteca.
La mia più grande soddisfazione è stato il super premio al rosato della Cave des Onze Communes. Già in tempi non sospetti tessevo le sue lodi, anche con gli scettici che non credevano in un rosato valdostano e tiè! Ha preso l’ottimo d’oro!!!!
Del Carema di Ferrando ho già parlato in un altro post, ma ero sicuro che avrebbe vinto un ottimo, è troppo buono! 🙂 https://aspettandolalbaa.wordpress.com/2013/07/01/un-pomeriggio-da-ferrando/
Il Coste della Sesia della Roccia Rossa mi ha favorevolmente colpito già qualche mese fa: si tratta di un coste di grande complessità, strutturato, insomma, da provare.
Che dire dei Gattinara e dei Lessona premiati? Ottimi, equilibrati, ben strutturati, di corpo. Il cru del Sella è uno dei miei preferiti, senza dimenticare Travaglini, che dà sempre grandi soddisfazioni, soprattutto quando te lo ritrovi in un locale, in abbinamento a una guancia stracotta con il purè ( vedi Osteria di Quinto Vercellese). Anche se non c’è tra i premiati, consiglio anche il Gattinara Pietro di Paride Iaretti, secondo me l’anno prossimo ci stupirà! 🙂 Me ne sono innamorata la prima volta che l’ho assaggiato e attendo con ansia di berlo di nuovo. Il mondo dei Nebbioli dell’Alto Piemonte racchiude in sì tanti piccoli tesori.

 
La Valle d’Aosta ha ricevuto un sacco di premi, perché i loro vini permettono di scoprire vitigni poco conosciuti che danno gran soddisfazione in bottiglia. Sia i bianchi che i rossi meritano un’attenta degustazione. Il Fumin mi ha lasciato ottimi ricordi per i suoi sentori di frutti di bosco, di spezie, per la nota tannica piacevole e decisa.
Che dire poi degli Erbaluce? Ogni anno che passa i produttori ci regalano vini spettacolari. Il Reirì delle sorelle Pozzo è sempre un’ottima scelta. I premiati sono tutti da provare, abbinandoli magari a del buon pesce di lago.

E il Fletrì, che ha vinto un ottimo d’oro? Se amate i vini passiti, provate a degustare qualche caluso passito e confrontatelo con lui. Difficile dire quale sia il migliore. La finezza del Fletrì però vi rimarrà impressa come un dolce ricordo. 🙂

Non ho parlato di tutti i vini, ognuno di loro merita un assaggio e vi consiglio di annotarvi la lista sopracitata. Ogni tanto scoprire un nuovo prodotto fa bene al cuore!
Io ho avuto la fortuna di imparare a conoscerli, di apprezzarli. Il lavoro delle persone che li producono è prezioso, perché mantengono viva la tradizione dei nostri territori.

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vista lago di Viverone

Li trovate tutti presso i produttori oppure all’Enoteca Regionale della Serra. Un giro al castello per conoscere questi vini vi regalerà un sacco di soddisfazioni: un bicchiere di vino vista lago non ha prezzo.
https://www.facebook.com/pages/Enoteca-Regionale-della-Serra/135145418848?fref=ts
Forza Enoteca!!! 😀

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di letture e scritture a cura di giulio mozzi

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purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

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