E’ passato più di un anno dall’ultimo post, molte cose sono cambiate.

Non riuscivo più a scrivere, non è che non ne avessi voglia, non ne ero più capace.

Pinella non è più con me dalla fine di maggio  del 2015, dopo una breve ma intensa e dolorosa malattia. Da quel giorno mi si è bloccato qualcosa dentro e non sono più riuscita a scrivere. Ho pensato tante volte a cosa avrei voluto condividere qua con voi, ma avevo il vuoto dentro. Quando un compagno di vita ci abbandona, lo smarrimento ci coglie impreparati e io non ero decisamente pronta a lasciarla andare.

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Non sono una persona socievole, sono simpatica ma sostanzialmente selvatica. Con lei avevo formato un piccolo e accogliente nucleo familiare che mi rendeva felice.

Non ho mai avuto bisogno di grandi cose, mi bastava la nostra piccola vita di abitudini e allegria e ora che lei non c’è più la casa è vuota. Mi sorprendo ogni giorno a pensarla, a immaginare cosa avrebbe fatto di fronte all’ennesimo disastro o disattenzione della sua mamma, mi manca quando vado a dormire e non la trovo in fondo al letto, la cerco quando vado in balcone e le sue amiche lucertole mi domandano dove sia finita.

Ognuno di noi porta dentro di sé il proprio carico di dolori, di delusioni, di paure, di sofferenza e i nostri piccoli amici pelosi hanno il compito gravoso di alleviarli e ci riescono sempre, con risultati sorprendenti. Ecco, io  con lei ho perso il mio buonumore quotidiano: una nota amara accompagna i miei giorni.

Pensavo a mia madre, che mi ha lasciato 12 anni fa, il 3 di agosto. In quella data cerco sempre di fare qualcosa per distrarmi, per dimenticarmene e lasciar passare un altro anno. La malinconia è il sentimento che meglio conosco, mi insegna a apprezzare la vita e a goderne in ogni momento.

Quest’anno ho passato quel giorno assieme a Daria, più che una sorella, e alle sue adorabili bambine. Ho sempre bisogno di toccare con mano quel che per me rappresenta amore e amicizia, mi serve per rimanere con i piedi per terra e mi dà speranze per il futuro.

Stanotte ho passato una notte travagliata, di sogni e di dolori, e mi sono svegliata con il desiderio di scrivere, di lasciar andare le emozioni e vederle scorrere nero su bianco.

Devo ringraziarti, Pinella, per dieci meravigliosi anni trascorsi insieme, sei stata la figlia che non ho potuto avere. Sono stata la peggiore delle mamme: ti ho viziata tanto, fino alla fine. Ti ho fatto i dispetti e gli scherzi. Ti ho perso la spazzolina che ti piaceva tanto almeno una volta al mese. Ti ho chiuso la coda nel frigorifero. Ti ho svegliato di notte quando ero sonnambula  e quando non stavo bene. Ti ho raccontato tutti i miei segreti e ho fatto tardi un sacco di volte che tu mi aspettavi alzata. Mi sono dimenticata le crocchette e spesso inciampavo su di te perché non guardavo dove mettevo i piedi. Ti ho usata come fazzoletto quando ero triste e ti ho obbligata a ballare con me quando ero felice. Mi manchi e mi mancherai sempre, come tutti i tuoi fratellini pelosi venuti prima di te. Ora so che stai bene, che vigili su di me e che ci si ritroverà da qualche parte, al di là dell’arcobaleno.

Immagino come te la ridi quando mi dicono di prendere un altro gatto, perché sai quanto mi faccia incazzare, perché bisogna rispettare il dolore degli altri e la gente spesso, incautamente, non lo sa e non lo fa. Sai che io non dico mai niente, perché sono una persona gentile, ma tu da lassù vedi la nuvoletta dei miei pensieri e, scremandola dalle parolacce, la gestione lunga dei miei lutti ti appare in tutta la sua consistenza. Non importa che tu sia stata un animale,  Tu per me eri famiglia, quella famiglia che ognuno di noi, a modo suo, si costruisce come meglio crede. Ora che la casa è vuota e non so ancora come occupare i tuoi spazi, mi ritrovo spesso a ricordare i nostri momenti insieme e me li faccio bastare.

La vita va avanti e bisogna essere grati per i doni che riceviamo durante il nostro cammino. Io ringrazio chi da lassù mi mandato te, un settembre di 11 anni fa. Piccolo mostriciattolo piagnucoloso, sei diventata una regale gatta, regina e padrona della casa, compagna di vita e di avventure.

Manchi e mancherai sempre……

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