fuerte 09 309Cambiare prospettiva, cambiare vita. E’ possibile farlo senza cambiare niente?

Come si fa a rinnovare se stessi rimanendo dove ci si trova, immobili, ma pur sempre desiderosi di cambiare?

Come si può regalarsi nuovi orizzonti non cambiando mai il proprio paesaggio?

Come si riesce a lasciare una porta aperta, attraverso la quale l’universo possa entrare e stupirci con le meraviglie di cui è capace?

Come si fa?

Come si impara a lasciar andare le cose, a darci un’ennesima possibilità anche quando pare che non ce ne siano?

Come si apprende il processo del perdono, che ci mette in pace con noi stessi e con gli altri?

Come si può sorridere quando apparentemente di motivi non ce ne sono?

Come si trova la strada che porta alla felicità?

A volte, nonostante le domande che affollano i nostri pensieri paiano infinite, bisogna sapersi fermare. Fermare la mente, o meglio, star lì o osservarla, in pace. Vedere che alla fine, in quel vortice incomprensibile, l’unico punto fermo siamo pur sempre noi e da lì ricominciare, senza avere paura di sbagliare e pregando di non sbagliare troppo, con la speranza quel tanto desiderato momento di svolta ci colga, preparati o impreparati non importa, basta che arrivi al momento opportuno.

L’attimo in cui si capisce che qualcosa cambierà, che noi stessi lo faremo, regalandoci qualcosa di impagabile e irripetibile, vale l’attesa, anche quando pare che di tempo non ce ne sia più. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e, nonostante sia misurabile e prevedibile, ci regala sempre dilatazioni o accelerazioni impreviste, nel bene e nel male.

Il mio tempo è giunto, nonostante non ci sia più tempo, e questo momento di attesa curiosa, misto a timore e tremore, mi lascia ancora sperare in qualcosa di buono per me. Non importa che sia un miracolo o una sudata possibilità che finalmente mi viene concessa, basta che quel momento arrivi per salvarmi dall’insano immobilismo di questi ultimi mesi, che lentamente diventano anni che passano e non tornano più.

Ho voglia di cambiare il mio sentiero o, se proprio devo rimanerci, di trovare un modo per vederlo con rinnovato stupore.

 

 

 

 

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