Quando il cielo piange, mi prende uno sconforto che non so spiegare. Sono giorni difficili per la mia terra, il Piemonte,  dove pare che l’incubo alluvioni siano destinato a ripetersi in eterno. Quel che mi fa rabbia è che si corra ai ripari sempre dopo che capitano le tragedie. Incuria, negligenze, rimbalzi politici, leggi inutili o stupide, mancanza di fondi, impossibilità di usufruirne, controlli e monitoraggi insufficienti, hanno portato all’ennesimo tracollo delle acque e conseguenti disastri.safe_image

La situazione attuale è lo specchio dei nostri tempi: facciamo acqua da tutte le parti, non sappiamo affrontare i problemi, né cerchiamo soluzioni immediate e risolutive, che si sa, costano fatica e sacrificio da parte di tutti.

Sono momenti duri, perché la ricchezza non è più appannaggio di questo territorio e senza quella, con la sola buona volontà si può fare ben poco. Certo è il punto di partenza dal quale ricominciare, ma da quello che vedo non è presente nelle nostre istItuzioni.  Un esempio su tutti: com’è possibile che si allaghino un parcheggio e l’accesso al pronto soccorso nel nuovissimo ospedale di Biella a pochi giorni dall’apertura, dopo decenni ( e dico decenni e miliardi di vecchie lire sperperati) di lavori e tentennamenti? Tralascio il particolare della costruzione in una zona nota come ” fontanone”.

L’incuria e la disattenzione fanno morire e a ogni alluvione parte la conta dei morti e dei danni.

Il cielo piange e noi giriamo la testa da un’altra parte, ogni volta. Non è giusto e non ce lo possiamo più permettere e se le  istituzioni non accennano a fare qualcosa di concreto, devono essere i cittadini a richiederlo.

Non puoi abbassare sempre la testa, quando è la tua terra a essere danneggiata, quella dove abiti, dove hai costruito la tua casa, dove il tuo lavoro è messo in pericolo già dalla crisi, senza contare gli eventi atmosferici avversi. Non si può sperare che vada sempre bene, ma non si possono nemmeno riparare i danni con le buone speranze. Stiamo vivendo una lenta agonia che ci porterà a consumare tutto ciò che abbiamo, compresi noi stessi. Io stessa sono stanca di questo immobilismo, di questa mancanza di possibilità e prospettive che mi negano una vita decorosa, per quanto io mi sforzi e mi impegni.  Non si può stare a guardare mentre tutto si sgretola di fronte a noi e il cielo piange.

 

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