A chi esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

 

Ieri sera ho scoperto questa poesia di Bertold Brecht. E’ citata in un film che vi consiglio di vedere, Viva la libertà, interpretato da un bravissimo Toni Servillo, che non sbaglia mai un colpo.

Il film è interessante, un racconto dolce amaro della nostra realtà politica, in cui si sbeffeggia il partito del nostro amico Renzie con ironia e buon senso.

Mi ha colpito l’attualità di questa poesia, che mette in rilievo la fragilità del nostro essere contemporanei. Non possiamo aspettarci nessuna risposta oltre alla nostra. E’ un triste monito, ma anche un insegnamento profondo. Si ricorda che siamo responsabili, sempre, della nostra parola, che dobbiamo esserne coscienti tutti, perché se lo fossimo e tutti ci comportassimo con coerenza, saremmo sicuri di essere coesi e, quindi, di non dover contare solo sulla buona sorte.

 

I nostri sforzi non diventano vani se siamo guidati dalla passione, dalla coerenza, dal buon senso, dall’intelligenza. In un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo è importante il valore di queste parole. E’ vitale tenerle bene a mente e non lasciarsi confondere mai, tenendoci ben saldi  e ancorati in quel che crediamo sia giusto. Portare avanti le nostre idee, ciò che pensiamo sia giusto , è doveroso. Se tutti lo facessimo con correttezza e lealtà, ci troveremmo inseriti in una società dove il confronto è lecito e possibile, e soprattutto costruttivo.

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Dorotheenstädtischer Friedhof

La poesia di Brecht mi ha portato indietro di quasi un ventennio, in un caldo mese di agosto di tanti anni fa.

Il Dorotheenstädtischer Friedhof  si trova a Berlino, vicino alla casa del drammaturgo e di sua moglie Helene. Lì sono sepolte le loro spoglie, insieme a quelle di Fichte e Hegel( ma questa è un’altra storia). Lì capitammo io e la mia insuperabile compagna di avventure Daria. Quanti ricordi riaffiorano in me. Berlino: un’estate torrida e afosa e una città da scoprire che è rimasta nei cuori di ognuna di noi. A Berlino si torna. Sempre.

Berlino ti stravolge ogni volta con la sua forza. Porta in sé il germe del cambiamento, ma è capace di rimanere fedele a se stessa.

Quegli anni lontani e tumultuosi mi hanno fatto capire che le decisioni prese non sono state sbagliate. Sono state difficili, ma mi hanno portato a conoscere il valore di me stessa e quello della mia indipendenza. Un periodo tumultuoso, che dura tuttora, e che non so che frutti porterà: questo è stato il seme che ho piantato a Berlino e che, nel tempo, è germogliato dentro di me. La libertà costa cara. la libertà fa soffrire, ma ti rende anche immensamente felice, se accompagnata dalla giusta dose di coerenza. Non importa quello che diranno gli altri, ognuno deve fare il proprio cammino, conscio di quello che è. Anche ora, che di risposte non ce ne sono, non bisogna rinnegare i nostri valori, quali che siano, in cambio di una chimera, di una promessa illusoria di serenità. Bisogna tenere duro, nonostante le incomprensioni e gli ostacoli che la vita ci pone davanti.

Vendersi in cambio di qualche effimere sicurezza non ci porterà a realizzare i nostri progetti. La libertà di essere noi stessi e di lottare contro chi non ce lo permette deve essere il motore delle nostre azioni. Non pieghiamo la testa, servili, perché questo fa ammalare noi e il paese.

Impariamo a resistere e a resistere ancora, in attesa del momento propizio, che sono certa verrà.

Viva la libertà, sempre e comunque.

 

 

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