Il lupo e il filosofo, scritto da Mark Rowlands, edito da Mondadori, è un libro che consiglio a tutti di leggere. Me lo ha prestato la mia amica Daria ed è stata una lettura interessante. Mi ha fatto molto riflettere, per l’amore che esprime l’autore per il suo lupo e per i concetti che questo rapporto ha generato, dando modo a questo filosofo di accrescere la propria conoscenza.untitled

Brenin è l’enorme lupo che condivide con Mark un percorso di vita, viaggiando con lui, vivendo con lui in un rapporto simile a quello che si instaura in un branco. Durante il loro percorso si aggiungeranno anche altre due cagne, mezze sangue, e la loro tribu’  e il loro modo di interagire vi apriranno gli occhi. Questi animali hanno portato Mark a riflettere su se stesso, a mettersi in gioco, a cercare una comunicazione vera con creature diverse da lui, con bisogni e richieste, integrandole nella sua vita quasi come fratelli.

Brenin e il suo linguaggio verranno decodificati da Rowlands nel corso degli anni, con grande rispetto per la natura estrema e selvaggia di questi animali. Il lupo genera in lui il concetto di radura, quello spazio in cui agli alberi è permesso di emergere dall’oscurità alla luce, uno spazio in cui tutto si ferma e si definisce per quello che è.

La fratellanza con Brenin porta Rowlands a riflettere su concetti come inevitabilità, dominio, rispetto, natura.

Del libro mi è piaciuto l’approccio, che non è puramente filosofico, e il racconto dell’autore mi ha fatto pensare a quanto sarebbe bello ripetere un’esperienza simile. Tutte le persone che si accompagnavano a un lupo che ho conosciuto, lo hanno sempre definito tutto tranne che cane. Lo sguardo di un lupo cecoslovacco incontrato a Candelo tanti anni fa mi ha fatto comprendere meglio Brenin e la sua storia. Altero, distaccato, indipendente, a volte indifferente, questo è un lupo.

L’autore fa anche un confronto tra scimmie e lupi. Nei rapporti tra primati c’è senza dubbio in atto una premeditazione costante, invece tra lupi no. Le scimmie, anche quelle umane, progettano la possibilità del male. L’essere umano costruisce la debolezza e poi se ne approfitta. Il lupo rimane invece spesso indifferente, non lasciandosi turbare da questi inutili giochi di potere, se non quando è strettamente necessario e dettato da principi di natura.

La schiettezza dell’amicizia narrata in questo libro, unita all’amore e al rispetto per questo splendido animale, mi ha regalato ore di lettura dense e felici. Leggetelo senza pregiudizi, prendete questo testo come la descrizione di un’esperienza vissuta e rifletteteci su. Ne vale la pena.

 

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