Leggendo un articolo piuttosto frivolo in rete, che parlava delle parole più in voga del 2013, ho pensato a quali fossero le mie. Per l’articolo, una delle più gettonate è “selfie”, ovvero la mania di farsi autoscatti e pubblicarsi su un social network. Per me è, invece, una delle più accreditate a vincere è “rustico”.

imagesN47V23HF

il mio sogno che si avvera ….:D

Il maledetto rustico, che da settembre si è sdoppiato! Il rustico di Riccardino Fuffolo e il mio rustico.

Mi sveglio la mattina pensando a lui/loro. Un rustico che crolla e un rustico da aggiornare al catasto per la modica cifra di circa mille euro, perché l’autocertificazione( peraltro citata dalla legge) non è accettata dal comune in cui è sito: sono il mio incubo!

Se dovessi quantificare le telefonate fatte per il rustico crollato, credo supereremmo le 10 ore. Per l’altro la ricerca del denaro perduto determinerà o meno la riuscita dell’impresa: ma perché mi chiedono soldi che non ne ho???? E perché in un altro comune, hanno accettato l’autocertificazione di mio papà? Il dramma dell’italiano medio che ha a che fare con la pubblica amministrazione è tutto qui: non esiste un perché. Non esiste. La desolazione del cittadino abbandonato a se stesso, che arriva a pagare pure ciò che non è che chiaro che debba pagare, per il terrore di ritorsioni e peggioramenti, spiega il funzionamento della cosa pubblica italiana. Ma dove li piglio sti soldi?? Dove? Ora sto provando a piantarli, vi aggiornerò sulla riuscita della nuova coltura.

Il rustico crollato sta seguendo le sorti dei resti di Pompei: crolla un pezzo per volta, inesorabilmente. Dopo una preliminare demolizione e pulizia, i resti superstiti sono lì a monito di chi rimane, a dirci:” Non finirà mai, è la storia infinita, pagherete per sempre”. Io  ho passato fasi alterne, perché avendo, ahimè,il tempo di seguire la cosa, l’ho fatto e ne ho guadagnato solo dei gran mal di testa e dei pensieri di istigazione al sacrificio e al suicidio.

Il giorno della demolizione, arrivata in cantiere, mi sono vista immolare per la causa. Per pochi secondi ho visto il mio cranio che, con vigore, sfondava a testate il rustico rimasto in piedi, la rimanenza, con gran soddisfazione di tutti. Era solo un sogno ad occhi aperti. Poi sono arrivati gli istinti suicidi, e la piromane che è in me si è scatenata, soprattutto dopo le successive riunioni e telefonate, atte a determinare l’importo dei lavori da fare a consolidamento della me..ops, dei ruderi rimasti in piedi.  Io, una tanica di benzina e un cerino: questo basta nella mia mente per risolvere il problema. Ri-Ahimè, è una soluzione non praticabile, perché :
1) non è casa mia, mi arresterebbero e, anche se lo fosse, mi arresterebbero comunque;

2) rimarrebbe comunque qualcosa, perché non abitiamo nelle case di legno come negli Stati Uniti;

3)non potremmo più vendere il tristo appartamento adiacente, senza poter recuperare nemmeno un euro di quelli già buttati nel gabin…ops, nei lavori di recupero.

Quindi la parola dell’anno, a 28 giorni dalla fine di questo tremebondo 2013, è rustico.

Spero che la parola per il 2014 sia (una a caso va bene):
-ricco

-vincita

-milionario

-castello/villa/reggia

-lavoro ben retribuito( se no tanto vale)

-crollo totale

-furto da parte degli ufo di residenza  in via XXX

-fuga a Saint Barth

-MIRACOLO

Annunci