L’estate è un periodo in cui scrivo poco, ma leggo tanto.

Nella mia breve incursione genovese, ho trovato quelle fantastiche bancarelle che vendono libri scontatissimi lungomare.

Così, tra corso Italia e Nervi, mi sono portata a casa tre bei libri da leggere.

Riccardo mi ha regalato un simpatico libro sui cocktails, che sono la mia ultima mania. Stufa di berli in giro fatti male, ho iniziato a pensare di farmeli. Pian piano mi regalerò tutti gli strumenti e poi vedremo di che pasta sono fatta. 😀

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letture estive

Un pomeriggio che minacciava tempesta, invece, ho trovato una bancarella che vendeva delle vere chicche. Ho dovuto far forza a me stessa per non dilapidare tutti i miei risparmi e ho comprato due libri della collana SE.

Il primo, “La mia vita”di Marc Chagall, è stato un acquisto dovuto. Amo  le sue opere e volevo capire chi ci fosse dietro, la personalità dell’artista. Consiglio a tutti di leggere questi saggi, perché se amate l’arte, vi aiutano a comprendere meglio le motivazioni e le scelte degli artisti che hanno fatto la storia dell’arte.

Cito: “ Dove andiamo? Cos’è mai questa epoca, che canta inni all’arte tecnica, che divinizza il formalismo?

Che la nostra follia sia la benvenuta!

Un bagno espiatorio. Una rivoluzione di fondo, non soltanto di superficie.

Non chiamatemi lunatico! Al contrario, sono realista. Amo la terra.”

La tensione di Chagall prende vita dalle sue parole, vi comunica tutto il suo fervore e il suo realismo. Nell’introduzione si parla di “mistero comprensibile” e sono pienamente d’accordo: dalla sua casupola a Vitebsk alle soffitte di Parigi, Chagall ci illustra un mondo diviso tra sogno e realtà, un paradiso dell’aldiqua dove felicità e malinconia si alternano in un valzer senza fine.

Il secondo libro, sempre della collana SE, è “Un incontro” Louis Andreas-Salomé, Rainer Maria Rilke.

Amo Rilke profondamente e non potevo non prendere un testo scritto dalla sua amata.

Un dialogo tra la Salomé e Rilke, dedicatogli dopo la morte, un’elaborazione del lutto che mi ha permesso di capire meglio ciò che animava il cuore del mio poeta preferito.

Cito:“..c’è soltanto una cosa in me, e io devo o restare sbarrato(cioè tacere o chiacchierare) oppure aprirmi, e allora il mio unico inquilino diventa visibile. Questa condizione della mia interiorità, che   è difettosa, mi esclude realmente da ogni tipo di rapporto, dato che in questa forma porta solo a equivoci e fraintendimenti, e mi spinge in relazioni da me non volute, che mi fanno soffrire e da cui mi può derivare qualche pericoloso contraccolpo.”

Disorientato e infelice, lottava con l’apparenza di guida sicura ed entusiasta e il dolore che ne scaturiva è tangibile, leggendo le sue missive.

Non l’ho ancora finito, perché questo è un testo che richiede il giusto tempo e la giusta attenzione, ma se amate il poeta delle Elegie Duinesi, ve lo consiglio caldamente.

ps. visitate le bancarelle di libri al mare, vi portate a casa ogni ben di Dio, spesso scontato al 50% !!!!!

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