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Oggi, parlando con un amico, mi è tornato in mente un particolare ricordo di quando ero piccola e abitavo in montagna, nella piccola frazione in mezzo ai boschi.
Allora, quando arrivava la bella stagione, si aprivano le porte di casa. Ogni singola casetta aveva la porta d’entrata spalancata; c’era chi metteva le perline colorate davanti, chi qualche tenda colorata, chi nulla, ma tutto rimaneva aperto in tranquillità.
C’eravamo noi bambini che correvamo dentro e fuori perché si giocava, poi si aveva sete, poi si prendeva la merenda al volo da mangiare con gli altri. Poi i gatti o i cani di casa entravano a prendere il fresco, qualche nonna stava fuori nel cortile seduta su sedie di paglia, a lavorare a maglia o all’uncinetto. Si sedevano vicine, tenevano d’occhio noi, più che le porte, e si aspettava la sera, dopo la passeggiata fatta con lo scopo di digerire la cena, per chiudere tutto e andare a dormire.
L’uscio era sempre aperto. Non c’erano paure e timori, ci si conosceva tutti e se arrivava un estraneo, lo si teneva d’occhio anche per il vicino di casa affaccendato, che magari non se ne era nemmeno accorto.
Quanto mi mancano quei momenti.
Un po’ ho conservato l’abitudine, perché spesso vado a letto senza aver chiuso la porta senza tutti i giri di chiave, qualche volta le ho dimenticate fuori nella toppa, senza parlar delle volte che lascio la macchina aperta, perché ho la testa fra le nuvole.
Forse mi fido troppo del mondo, forse sono rimasta ingenua come lo ero da bambina, ma non riesco a vedere il prossimo con sospetto e con malizia.
Mi sforzo per diventarlo, perché il mondo non è più quello di 30 anni fa.
Sarebbe bello se si tornasse indietro a quelle sane abitudini, a quella solidarietà del buon vicinato che non ti faceva sentire mai solo. Eri tranquillo perché ti sentivi protetto.
Io sono molto fortunata, perché abito in un piccolo paese e in un condominio dove i vicini di casa sono gentili e disponibili. Quando sento i racconti degli amici sul loro vicinato, soprattutto in città, quasi non ci credo, tanto parlano di indifferenza e malignità gratuita.
Apriamo di più le porte di casa e anche quelle del cuore, il mondo ne ha bisogno.

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