vignetta_arnald_disoccupazione_bassaFinalmente un bel sole al mio risveglio.
Nel tardo pomeriggio andrò a lavorare per un servizio all’enoteca di Roppolo e, se mi ricorderò, farò qualche foto per farvi vedere che luogo incantevole sia.
Ho una giornata davanti, fino alle 5, da dedicare alla ricerca del lavoro perduto.
Andrò a portare il cv alla Esselunga su consiglio di un’amica, poi magari anche in altri supermercati, si sa mai nella vita che una 37enne serva a qualcosa.
Ovviamente perderò almeno un’ora e mezza nell’inviare cv via mail che da mesi non hanno risposta, ma ormai è una routine che ha il fascino del gioco del superenalotto. Prima o poi vincerò qualcosa e sarà stupefacente. Mi chiameranno per un glorioso posto di telefonista di call center o di venditore porta a porta senza nemmeno il rimborso spese. Chiamassero….
Qualcuno mi ha anche suggerito di diventare una stalker di un’agenzia interinale, di modo che mi diano del lavoro per non vedermi sempre lì. Giuro che è vero e giuro anche che mi sono sentita un’idiota, perché ho davvero pensato di farlo. 😀

Mi sono svegliata prima delle 8, non riesco più a dormire tanto e me ne dispiaccio, perché poi nel pomeriggio crollo per la stanchezza e le mie giornate diventano una sfida allo sfinimento cronico che mi coglie, puntuale, tra le 14 e le 15 e si protrae fino a sera. Maledetto.

Non andrò al mercato, perché ho paura di cadere in tentazione, potrei cedere al fascino di qualche abitino tardo primaverile( e chi l’ha mai visto l’inizio della bella stagione? boh) e qualche gonnellona etnica, per cui mi tengo i pochi denari che ho in saccoccia e dopo farò una passeggiata qui intorno.

Scriverò anche, riflettendo sul maledetto concorso per romanzi rosa, perché io di rosa non vedo un accidenti ultimamente e mi domando come fare a trovare un’idea decente, che non preveda morti, stragi, feriti, epidemie, carestie e demoni incazzati neri.
Mi consola il fatto che siamo sempre di più in questa malsana condizione di vita, non mi sento un’aliena se parlo dei miei problemi esistenziali e lavorativi.
E’ tremendamente triste però la situazione che io e i miei coetanei stiamo vivendo. Non si salva nessuno: il laureato, il ricercatore, l’operaio, la commessa, tutti sullo stesso piano di incertezza sociale.

Mi sono resa conto che non progetto nemmeno più niente. Qualcuno ieri mi ha chiesto delle vacanze. Gli ho riso in faccia, non ce l’ho fatta. Come faccio a andare in ferie, se sono in vacanza permanente da aprile?????? Potessi pagarmi le vacanze con i soldi del monopoli, ci andrei volentieri, anche perché il mare per i miei acciacchi è una benedizione. E invece niente.
Come faccio a pensare alle vacanze se non so nemmeno come arrivare al mese prossimo?

Troppa pesantezza non fa bene alla vita. Ti obbliga a trascinarti nei tuoi giorni tristi e grigi, non ti fa alzare lo sguardo alla ricerca di un orizzonte sereno.
Io odio la pesantezza, oggi anche di più del solito!
Ecco, l’ho detto e dicendolo, mi sento ancora più pesante.

Annunci