Il tempo delle fragole.

Per me è primavera quando inizio a mangiare le fragole. Per fragole intendo quelle buone, che sanno di fragola e non di acqua, buone, sugose, dolci e…care come il fuoco! Per mangiare le amate fragole( tanto buone quanto dietetiche, se lasciate perdere la panna) giro come una matta per mercati e supermercati, per trovare quelle giuste.

004

goduria 🙂

Finalmente le ho trovate e le ho mangiate.

Sono così versatili, che se non fosse che mi viene l’orticaria se ne mangio troppe, le cucinerei sempre.

 

F R A G O L E

 

Da sole come spezza fame.

Al mattino con lo yogurt greco e un filo di miele.

In macedonia dopo cena, con o senza gelato.

Con la panna per il dopo cena.

In coulis per la cheese cake.

In marmellata per merende golose.

Nei frullati con banana e mela, senza zucchero, tanto sono buoni lo stesso.

Nel risotto.

Pucciate in un metodo classico o champagne.

Nella bavarese.

Nella crostata con crema chantilly.

 

Mi fermo, perché le fragole, insieme ai lamponi e a more e mirtilli, sono i miei frutti del cuore.

Le fragole sono legate a un sacco di ricordi di quando ero bambina.

La raccolta delle fragoline di bosco a maggio, durante le passeggiate pomeridiane, è un ricordo indelebile. Che buone le fragoline di bosco,  mangiate a manciate, dolci e selvatiche: non riuscivi mai a portarle a casa, perché finivano tutte prima.

Le fragole dell’orto del nonno Guido, mangiate mentre le si raccoglieva, calde di sole, sugosissime e profumate, talmente buone che anche uno dei nostri cani, Lady, se le mangiava e bisognava tenerla, se no le faceva sparire tutte.

Le fragole più buone però erano quelle rubate ai vicini. Una vera soddisfazione: si aspettava che i vecchietti andassero a fare il riposino e poi si entrava negli orti, a rubare un po’ di fragoline. I miei amichetti e io avevano due vittime predestinate: la Adelaide, che controllava tutto dal balcone e era difficilissimo tentare il colpo, e la famiglia Ufo, un nome che era tutto un programma.

La famiglia Ufo aveva questo soprannome perché ci eravamo convinti che fossero extraterrestri. Un po’ perché la moglie non usciva mai di casa, essendo malata( ma questo noi bimbi non lo sapevamo), e un po’ perché il marito ogni anno dipingeva una staccionata metallica con colori assurdi. Una volta  bianca  pois rossi, un’altra viola a strisce rosa e così via, ci aveva convinti del fatto che fossero segnali per gli ufo, che prima o poi sarebbero arrivati nella nostra piccola frazione di montagna. A fare cosa non si sa, poveri alieni, ma finì che tutti i vicini di casa iniziarono a chiamarli così e ancora adesso mia zia mi dice: “ Ti ricordi la casa vicino a quella degli Ufo? L’han venduta.”

Poveri Ufo, non ho mai saputo il loro nome, eppure ho abitato lì 18 anni!

 

Bene, adesso che ho rinfrescato i miei ricordi, posso andare a riporre la spesa e a mangiare due fragole, perché mi è venuta voglia di qualcosa di buono. Basta poco per essere felici.

🙂

 

 

 

 

 

Annunci