Cos’è la paura?

Me lo sono domandata al mio risveglio, dopo una notte travagliata.

Io dormo spesso male, mi sveglio molte volte, faccio sogni assurdi e pesanti, tanto che il mio risveglio non è mai roseo. Le mattine in cui mi alzo riposata sono talmente rare che le ricordo per mesi. Ormai ci sono abituata, e stamattina ne ho avuto tanta nostalgia. Muscoli indolenziti, movimenti rallentati: ieri sera era più riposata, se ci penso su. Ogni maledetta mattina è così da anni, alla fine ti ci abitui per rassegnazione.

I sogni che ho fatto hanno aggiunto preoccupazione alle già disastrate condizioni di partenza, e mi sono domandata quanto la paura influenzi la nostra vita.

Di solito io vivo in maniera molto incosciente. Mi spiego: avendo tanti di quei problemi che ormai non so nemmeno più elencarli, ho deciso di prendere il buono quando viene e il male quando arriva. Convivo con tutto e decido di fare una cosa, quando la voglio fortemente, nonostante i se e i ma.

Ormai la mia incoscienza è molto limitata dai miei problemi di salute, ma nella mia testa rimango sempre la solita avventata ragazza, che si butta nelle cose senza pensarci troppo.001

La paura è un sentimento che ha molto condizionato la mia esistenza e contro la quale ho sempre combattuto, con risultati peraltro non sempre positivi.

In questo periodo mi vedo molto spaventata. I motivi sono tanti: la salute che ormai è un ricordo, i miei acciacchi che peggiorano invece di migliorare, il mio lavoro che sta per lasciarmi disoccupata,  l’orizzonte con prospettive zero che presto mi vedrà inserita di diritto nella categoria” poveracci che non sanno dove sbattere la testa”, nessun progetto per salvarmi il culo, la mancanza totale di energie che riduce in maniera drastica il mio campo d’azione lavorativo.

Sì, in effetti ho tutti i motivi per essere spaventata. Il problema è che io non voglio esserlo!

Non capisco perché una persona della mia età non possa avere delle possibilità per costruirsi un futuro.

Perché una persona mediamente intelligente, volenterosa, disponibile, aperta, se alza lo sguardo vede solo nuvole nere, invece di un sole splendente?

Intendiamoci, io amo pure la pioggia, cammino anche senza ombrello, mi basta un cappellino, ma perché non posso desiderare giornate di sole all’orizzonte?

Perché una persona come me, che soffre di una malattia spesso invalidante( somma invidia verso coloro che sono asintomatiche) non può costruirsi un futuro, con una prospettiva che si adatti alle sue  esigenze, senza sentirsi in colpa perché non può più essere come prima, causa mancanza di forze e di energie?

Perché non c’è posto anche per me?

Io ho il diritto di vivere serena, come tutti.  E mi domando come si possa farlo in un stato che non considera i tuoi diritti, ma solo i tuoi doveri.  Io non sono tutelata in niente, non mi si riconosce nulla, anzi mi si fa sentire inutile. Spero che questo momento di incertezza finisca presto, perché ciò che serve per sconfiggere la paura è a portata di mano: speranza, possibilità, occasioni, prospettive.

Quattro semplici parole in grado di ampliare l’orizzonte di tutti noi.

 

 

 

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