003In questo post voglio parlare del mio amore incondizionato per le sorprese. Mi piace farle e riceverle, il momento della sorpresa e dello stupore che mi coglie o che coglie il prescelto/a è per me vero godimento, ovvero contentezza pura.

Ecco, il 7 di febbraio mi hanno fatto una sorpresa indimenticabile, forse la più bella che mi sia mai capitata.

Non è facile cogliermi così, impreparata, io che noto tutto e mi ricordo tutto, è un’impresa veramente ardua.

E’ stato un momento che mi ricorderò per sempre, perché la persona che me l’ha fatta è molto importante e perché veramente non me l’aspettavo.

Una cena a sorpresa arrivata in una giornata orrenda, di quelle in cui non mi riesce di scrivere nulla, arrivano solo brutte notizie e non vedi uno spiraglio di luce manco se accendi un faro da campo da calcetto.

Una serata in cui esci per fare la spesa con lui e ti togli la  tuta perché lo decidi all’ultimo minuto e esci vestita come capita, un misto tra heidi e un black block, perché alla tua età ti ostini a mettere gli anfibi. Una serata in cui nemmeno alla Bennet trovi quello che ti serve; una cena che ti aspetta già preparata la sera prima perché sapevi che dovevi uscir a far compere; il bisogno di un aperitivo dell’ultimo minuto, invogliata dal fatto che dopo due giorni compi gli anni, la scoperta di un nuovo locale molto carino vicino al supermercato, ma con un barista incapace di farti un Rum Cooler come Cristo comanda. Ah, l’aranciata nel rum cooler: quando capita, capisci che Saturno non se va mai veramente fuori dalle balle, per i poveri acquario. Poi però ti consoli perché sei in ottima compagnia e con lui passi tutto il tempo a ridere, a raccontarti aneddoti, a scoprire nuovi cocktail da bere o a provare i soliti collaudati per avere a classifica personale per fare un aperitivo come si deve.

Ecco, ora mi permetto di divagare un attimo, a voi i miei best per l’aperitivo 2012/2013:

Torniamo a noi. Fatto l’aperitivo, prendo la macchinina e mi dirigo verso casa, quando Riki mi dice di svoltare a sinistra a una rotonda, nei pressi di una palestra. Penso fra me e me: “ Adesso dobbiamo andare a vedere la palestra, devo scaldare la cena, ho fameeeee.”

Continuo lungo la strada pensando di andar davanti alla palestra, finché mi fa fermare davanti al mio ristorante di pesce preferito qua in zona.

Finché non ha detto: “Parcheggia, che si va a cena”, mica ho capito che intenzioni aveva.

Come ci sono rimasta!!! Una gioia, ma una gioia indescrivibile.

Per questo vi allego la foto della sottoscritta, la più ebete che mi abbiano mai fatto!!

Una cena da ricordare, per l’amore che ha pervaso la serata e per il significato che ha avuto per me.

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quando faccio il mio lavoro sono proprio contenta!

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la contentezza!

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