neve

La prima pagina è sempre la più difficile.

Ho mille pensieri che mi piacerebbe condividere qui, ma quello che preme di più va a una persona lontana, che non c’è più, ma che è sempre presente, un giorno dopo l’altro.

Ho pensato che lei all’idea di aprire un blog, o un diario come avrebbe amato definirlo, sarebbe stata entusiasta. Me la immagino, quanto avrebbe insistito per aprirne uno, facendomi ammattire con la ricerca dei caratteri, il colore dello sfondo, le fotografie, le frasi del cuore da pubblicare.e soprattutto l’uso del computer. Scriveva molto,a mano,  parole che ho trovato dopo che se n’è andata e me l’hanno fatta sentire meno distante.

Dedico a lei il primo post e condivido con voi poche sue righe:

“Ero felice di vivere, o forse ho sognato! I bei sogni durano poco tempo. Il risveglio è realtà da sapere accettare. Le cose belle per me non durano mai.”

Cara mamma, la realtà per te è sempre stata uno scoglio su cui andare ad infrangersi rovinosamente, da lassù sono sicura che ora saprai anche ridere delle tue parole, tu che vivevi la tragedia come un romantico alla fine dell’Ottocento, tu che ti struggevi per chi non ti voleva più, tu che vivevi di amore e di questo amore se ne parlava tutti i giorni, senza sapere dove fosse.

Ora che son qui da sola, il mio pensiero corre a te ogni giorno e mi domando spesso come sarebbe stato se fossi ancora con me. Penso che la mia vita sarebbe ancora più caotica e confusa di quello che è adesso, penso che avremmo festeggiato i miei 37 anni abbuffandoci di dolci e schifezze come ci piaceva fare ogni volta che dovevamo tirarci su il morale.

Questo 9 febbraio mi ha portato molti doni, ti ho pensato molto mentre preparavo la cena per sabato sera, mentre giovedì mi gustavo la mia cena di pesce a sorpresa con Riccardo, mentre scartavo i miei regali inaspettati e graditissimi.

So che mi avresti subito preso il nuovo romanzo della Sanchez e poi mi avresti fatto impazzire per capire come funziona il Kindle, dicendo che ne volevi uno uguale; so che avresti preteso di attaccare al muro il soleluna di Ilaria anche se martellare alle 11 di sera non è cosa gradita dai vicini; so che mi avresti sorpreso con tanti piccoli regali, perché anche se di soldi ne avevamo sempre pochi, le sorprese ci piacevano tanto e ci inventavamo l’impossibile a costo zero.

So che avresti festeggiato con me oggi, bevendo una birretta alla notizia che il papa lascia: largo ai giovani e auguri al nuovo venuto e  so che che avremmo guardato la neve cadere bevendo un buon the e litigando per la musica da ascoltare.

Sono passati  quasi dieci anni da quando non ci sei più, sono passati 37 anni da quando ci sono io.

Oggi è caduta la neve dal cielo e ho pensato fosse il tuo regalo, tu sai sempre di cosa ho bisogno per il mio compleanno, grazie!

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